La seconda vita per le LAZZARELLE del carcere di Pozzuoli

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“Second Life” era ed è la realtà virtuale che ebbe un vero boom agli inizi degli anni 2000, primo tentativo social di coinvolgere il fruitore e dargli una possibilità diversa, nuova, una vita alternativa ma irreale.

Stamane, in un affollata conferenza stampa, a Palazzo Caracciolo a Napoli, la “Second Life” si è mostrata nella sua concretezza e possibilità, nulla di finto ma tutto vero e realizzabile. Silvian Hech, brand della moda femminile, ha deciso di dare nuova linfa al progetto Lazzarelle del carcere femminile di Pozzuoli: una cooperativa impegnata in una torrefazione che offre alle donne che si trovano in quella struttura, un’opportunità lavorativa e quindi la concreta e tangibile possibilità di ripartire nel migliore dei modi una volta conclusasi l’esperienza nella struttura flegrea. Si usa un prodotto tipico della nostra realtà, si impiega personale locale (le donne coinvolte sono tutte assunte con un regolare contratto di lavoro) per celebrare il lato migliore della nostra terra. Un’idea bella da sostenere assolutamente.

Alla conferenza stampa hanno partecipato Maria Luisa Palma, direttrice della Casa Circondariale di Pozzuoli, che ha spiegato perfettamente ed in maniera chiara che: “Il carcere deve essere produttivo, altrimenti non serve a nulla” facendo intendere che solo attraverso un percorso di riabilitazione e di riqualificazione della persona, scontare una pena ha un senso. Senza percorsi, come quello illustrato stamane, il carcere rischia di diventare qualcosa di vano ed un costo dello Stato che non genera alcun miglioramento nella società.

Mena Marano, CEO di Silvian Hech

Mena Marano, CEO di Silvian Hech, ha voluto fortemente questo “matrimonio” con la cooperativa Lazzarelle, non solo per dimostrare (ma non ce n’era bisogno) quanto potere possano avere le donne nel dare vita ad un progetto importante e produttivo, ma anche per far capire quanti e quali siano le capacità imprenditoriali nel mezzogiorno.

Maria Luisa Palma, direttrice del carcere di Pozzuoli

La cooperativa quest’anno compie dieci anni di attività, così come ha spiegato Imma Carpiniello, fondatrice di Lazzarelle, ed ha spiegato che hanno regolarmente lavorato all’interno della struttura oltre 70 persone, che hanno imparato a fare il caffè, nel senso che hanno imparato la tostatura e tutti procedimenti per arrivare alla miscela che consumiamo regolarmente. Si sono create delle professionalità specifiche, le donne che hanno lavorato non hanno solo “faticato” con la loro manualità, hanno imparato un mestiere e questo può essere un valore aggiunto una volta finito il loro percorso nella struttura puteolana. Come sostenere concretamente questa iniziativa? È stato realizzato un box con prodotti della cooperativa ed una maglietta realizzata da Silvian Hech a sostegno di tutto. Il box è in vendita sul sito dell’azienda di abbigliamento, per acquistarlo cliccate qui.

Questo vuol dire che sapete cosa dovete regalare per le prossime festività natalizie, se volete anche voi che la “Second Life” non sia mai più una realtà solo virtuale.

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