Il presepe nel salernitano

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Tradizioni e nostalgie -di Rosanna Palumbo-

Tu sei “alberista” o “presepista” ? Distinzione questa molto importante per capire realmente chi sei. Sì, perché agli alberisti piace la ricchezza e i loro alberi più sono ricchi e più sono belli. I presepisti, invece, antepongono a tutto i sentimenti; chiunque faccia il presepe ama ai propri pastori. Da piccola avevo dato un nome a tutti i pastori del mio presepe, pecorelle, anatre, bue ed asinello (di nome Gerolamo) compresi, ricordo come era bello tirarli fuori dalla grande cesta in cui erano stati “messi a riposare” per un anno e ritrovarli tali e quali ,o quasi: il pescatore con ancora il suo pesciolino attaccato all’amo, il pastorello con l’agnello sulle spalle, il vecchio pastore sdraiato che controllava le sue pecore.

Luciano De Crescenzo  più di chiunque altro ha ben compreso il vero spirito del presepe affermando  che :”l’albero di Natale è bello solo quando è finito e quando si possono accendere le luci, il presepe invece no, il presepe è bello quando lo fai o addirittura quando lo pensi.”

Il primo a pensare ad un presepe fu San Francesco. Al ritorno da una sua visita a Betlemme pensò di rievocare la Natività con una rappresentazione a beneficio di tutte le persone che non erano in grado di leggere i Vangeli, ed erano moltissime. Questo presepe vivente fu realizzato in una grotta del monte Falterone a Greggio nel Natale del 1233.

Oggi, anche nella nostra splendida provincia, possiamo assistere a tante rappresentazioni della Natività una più bella dell’altra. Sicuramente, uno dei presepi viventi più suggestivi è quello che si tiene a Santa Maria del Rovo a Cava de’ Tirreni. Questo è un progetto straordinario, pieno di particolarità tutte da scoprire e da vivere. Più di duecento figuranti, in abiti dell’epoca, oltre a rappresentare la Natività in una piccola Betlemme ricca di effetti scenici, coinvolgono gli spettatori facendo fare loro un salto indietro nel tempo per riscoprire e rivivere l’atmosfera di 2000 e più anni fa con i suoi suoni, le sue luci ed i suoi profumi.

Intanto, il piccolo Gesù, deposto nella mangiatoia di Pogerola, può godere di uno dei panorami più belli di tutta la Divina Costiera. Il suo sguardo può ammirare l’incantevole scenario del Golfo di Salerno, della Costa di Amalfi fino agli isolotti de Li Galli. Nel borgo di Castellabate nel Cilento, per rievocare la Natività, hanno scrupolosamente riprodotto ambientazioni storiche di fine ‘800, facendo immergere i visitatori nel fervore di una giornata di vita quotidiana che si svolge nelle vecchie botteghe, lavorando secondo vecchi metodi tradizionali,  coinvolgendoli attraverso la riscoperta di sapori e sensazioni nella magica atmosfera degli antichi vicoli e delle piccole piazze, racchiusi tra le mura di pietra delle case del borgo.

Michelangelo Buonarroti, avrebbe apprezzato moltissimo la famosa kermesse ideata da Domenico Spena –direttore artistico- che si tiene a Salerno dal 7 dicembre al 14 gennaio, “Il presepe di sabbia. Sand Nativity”. E perché proprio Michelangelo? Semplice, perché i quattro artisti che si cimentano in questa grande opera sono guidati dallo stesso spirito michelangiolesco del “levare”. Scalpelli alla mano e getti d’acqua liberano o meglio “levano” dai blocchi di sabbia le figure in essi celate. Sono bravissimi Rodrigo Ferreira che viene dal Portogallo, Ferenc Monostori dall’Ungheria, Udo Ulrich dalla Germania e Aaron Ojeda dalla Spagna, sicuramente tra i migliori a livello internazionale. La location di quest’anno è quanto di più suggestivo ci sia a Salerno, le antiche arcate del quadriportico del Museo Diocesano “San Matteo” in Largo Plebiscito. Qui si possono ammirare i piccoli granelli di sabbia che hanno dato vita a immaginifiche figure gigantesche legate da un filo conduttore ambientalista, che si rifà all’enciclica di Papa Francesco “ Proteggiamo il Creato”, con una particolare attenzione ai quattro elementi Acqua, Aria, Terra e Fuoco. Sempre in perfetto tema natalizio, questo evento aderisce a “Bella sempre”, il progetto solidale di raccolta fondi a favore delle donne malate di cancro. Come sempre, Salerno è in prima fila per qualsiasi attività meritoria.

Pensiamo a quanto sia davvero importante il presepio: i cuori semplici – e per fortuna ce ne sono ancora – pregando ai piedi del presepio vedono nel Natale una luce di speranza. Oggi, in un  mondo pervaso da frastuono e disordine, nel presepio tutto è ordine, raccoglimento e spiritualità. Esso è lo specchio di una Società capace di rendere: “Gloria a Dio e Pace in terra agli uomini di buona volontà.” Infatti, come dice Vittorio Sgarbi: ”Il presepe, non è un simbolo del male, una contrapposizione di cultura, è un bimbo che nasce, è la vita, è la vita punto!”.

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