Basket : Bryan diventa leggenda regalando 60 punti ai suoi Lakers

Aprile 15, 2016 0 Comments Stili di vita 231 Views

L’ultima gara sul parquet di casa allo Staples Center-

Kobe Bryant, il Black Mamba del NBA, mercoledì notte alle 4,54 ora italiana, allo Staples Center di Los Angeles, è diventato leggenda. Alla fine del match, davanti ad un pubblico in delirio, ha chiuso la sua ventennale, unica ed inimitabile carriera firmando 60 punti contro gli Utah, vincendo con 101 a 96.

Kobe è stato il punto di riferimento di una generazione intera ed ogni volta ha regalato emozioni indimenticabili, ma ora smette, smette anche se, come ha dichiarato questa notte: “Non posso credere che sia finita, questi 20 anni sono volati, è davvero incredibile. Sono sempre stato un tifoso dei Lakers. Vi amo tutti.” Purtroppo, dopo 48.595 minuti di battaglie e di sforzi che uno sport così agonistico richiede, il suo eccezionale corpo non ce la fa più. Non si è arreso, ha chiuso alla grande, come alla grande aveva iniziato.

Il suo talento è fuori discussione, ha fatto innamorare il mondo intero della sua classe, della sua voglia di vincere, di essere il migliore. La sua ferocia agonistica e l’ossessione per le vittorie sono state le armi che lo hanno contraddistinto.

Questa notte è diventato una leggenda, ci ha donato un’ultima magia che lo ha messo sullo stesso livello di Michael Jordan, prima sua musa, poi suo mentore. Con lui se ne andrà anche un modo di giocare e quei movimenti che appartengono solo a lui. È stato anche definito “il re dei tiri sbagliati” ma, nonostante le sue debolezze, la sua passione e la sua testardaggine lo hanno reso grande. A Kobe non è mai bastato essere paragonato a Jordan, ha voluto superarlo e c’è anche riuscito come marcatore. Con 33.643 punti, è il terzo realizzatore di sempre!

Il suo passo d’addio ha regalato istantanee indelebili ai presenti allo Staples Center dove, accanto a vari VIP come Jack Nicholson, David Beckham, Jay-Z, Magic Johnson ed il nostro Alessandro del Piero, c’era la parte più importante del suo cuore: la moglie Vanessa e le figlie Natalia e Gianna, alle quali si è rivolto ringraziandole perché aveva sacrificato tante ore che dovevano essere dedicate a loro. Da bravo americano ha ringraziato anche Dio che gli ha dato l’opportunità di farlo.

Magico Mamba è riuscito ad emozionare anche me, che non sono appassionata di basket ma, guardando la partita, mi sono sentita talmente coinvolta che anche io ho gridato con tutto lo stadio:” Non passarla” perché la palla questa notte era e doveva essere solo sua.

La sua lettera di addio alla sua squadra, unica squadra, il Los Angeles Lakers, ci mostra che non scorre gelido veleno nelle vene di Black Mamba, come è stato più volte detto, ma fuoco, passione. Infatti, così scrive:”… È stato un amore così profondo che ti ho dato tutto, dalla mia mente al mio corpo, dal mio spirito alla mia anima… Ho giocato nonostante il sudore e il dolore non per vincere una sfida ma perché TU mi avevi chiamato… Ma non posso più amarti con la stessa ossessione, il mio cuore può sopportare la battaglia, la mia mente può gestire la fatica, ma il mio corpo sa che è ora di dire addio…”.

Addio, Black Mamba. Arrivederci, Kobe Bryant.”

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