Banksy: come rivoluzionare il mondo con satira, fantasia, provocazione

Dicembre 13, 2018 0 Comments Attualità , Dal mondo , Stili di vita 965 Views
Banksy: come rivoluzionare il mondo con satira, fantasia, provocazione

Banksy… chi è costui? Ai posteri l’ardua sentenza, perché noi ancora non conosciamo la sua identità.

Banksy l’artista invisibile, il più misterioso e corteggiato esponente della Street – art paragonato ad Andy Warhol. Si dice che egli abbia 44 anni e sia nativo di Bristol. Di sicuro si sa che è un writer, uno dei massimi esponenti della Street- art, attivista politico, provocatore, cineasta. Praticamente lo si può definire un super-eroe. Non si sa quando colpirà ma di sicuro si schiererà dalla parte del più debole, non a caso il primo nome con cui si firmava in passato era Robin Bank, un richiamo forse a Robin Hood? Egli non ruba ai ricchi per dare ai poveri ma le sue opere colpiscono al cuore l’ipocrisia di un sistema capitalistico che rende i poveri sempre più poveri.

E così arriva lui, Banksy , con i suoi murales che sono un grido di battaglia di chi non ha voce per difendere i propri diritti, ma il suo è un grido ironico, satirico e sicuramente irrispettoso. Con la sua arte“ guerrigliera” Banksy ha violato giganteschi Zoo attirando l’attenzione, con i propri messaggi, sulle condizioni miserevoli in cui sono costretti a vivere gli animali. Ha stampato migliaia di sterline false sostituendo, all’immagine della Regina Elisabetta , quella di Lady Diana. Ha osato “toccare” i Bobby, i famosissimi e amatissimi poliziotti inglesi raffigurandoli mentre si baciano appassionatamente sulla bocca. Il merito delle sue opere è stato quello di aver avvicinato il grande pubblico all’arte contemporanea, nelle sue più svariate forme, e soprattutto alla visione critica della realtà.

Le sue opere hanno una tale forza che suscitano un’immediata riflessione sul messaggio che trasmettono. Comunque, le sue performance sono sempre ricche di un humor delicato e mai distruttivo. Famosa la “ serie Rats”, Topi, animali da lui volutamente scelti perché sono piccoli, brutti, quasi insignificanti ma , bestioline in grado di distruggere interi sistemi sociali, apparentemente invincibili.

Banksy ha cominciato con i muri di Bristol, per poi conquistare città come Londra, Parigi e New York. Per lui i muri sono sempre stati i luoghi migliori dove pubblicare i lavori, tenendosi volutamente lontano dalle Gallerie d’Arte. Perché, in fondo, il suo messaggio è la risposta a chi davvero sfregia i nostri quartieri, ovvero le aziende che ci sommergono di slogan scritti dappertutto, anche sulle fiancate degli autobus.

A modo suo, Banksy fa la rivoluzione… usando la fantasia. Con lui c’è stato un ritorno alla figurazione e a un linguaggio iconico, che rende particolarmente comprensibile il suo messaggio a vaste platee, servendosi di tutto ciò che trova per strada, cartelli stradali e oggetti vari, creando bellissime installazioni di Street-art.

La ” leggenda” vuole che egli abbia iniziato ad usare la tecnica dello “stencil” dopo essersi rifugiato sotto un camion per sfuggire alla polizia, e dopo aver osservato le scritte metalliche in rilievo sotto l’automezzo. Agli inizi degli anni 2000 Banksy lasciò Bristol e si trasferì a Londra, dove iniziò a guadagnare notorietà e persino a lavorare ad una serie di mostre internazionali. Oggi, come si dice in gergo, ha “bombardato”, varie città da Vienna a San Francisco, da Barcellona a Parigi e Detroit e si è spostato dai graffiti alle pareti urbane ai dipinti su tela, ed alla creazione di sculture concettuali e di documentari. Il suo “ Exit Through the Gift Sport” è stato candidato al  Academy Award. Il film documentario racconta la storia di Thierry Guetta, un immigrato francese a Los Angeles e della sua ossessione per la Street-art.

             

Con le sue opere Banksy è entrato a far parte di quella ristretta cerchia di artisti viventi , il cui lavoro viene battuto all’asta per cifre che hanno superato il milione di dollari. Ma bisogna pur dire che ciò che esime Banksy da qualsiasi accusa di ipocrisia è la sua coerenza ed onestà intellettuale. In una sua intervista al Guardian, ha affermato di non essere infastidito da coloro che copiano o sfregiano i suoi murales in quanto, egli stesso in passato, si è guadagnato da vivere vendendo opere da lui contraffatte. Oggi egli autentica gratuitamente tutti i suoi lavori in modo che i compratori non vengano frodati. Ciò che però lo rende veramente unico è la sua impudenza! Infatti è riuscito ad esporre le sue opere nei più prestigiosi  musei del mondo, nel senso che, si è autoinvitato ed autoesposto riuscendo a non farsi mai “beccare” dai guardiani. I quadri esposti sono tutti piuttosto divertenti.

Allo Smithsonian, dove ha appeso un quadro che riproduce l’Uomo di Neanderthal che spinge un carrello della spesa, i curatori del Museo ne sono rimasti così entusiasti che lo hanno mantenuto esposto. Ma le sue opere più belle restano sempre quelle dipinte sui muri. Un capitolo a parte meritano, poi, le opere d’arte del writer a Betlemme. Il muro che delimita i confini tra Israele e Palestina è diventato una gigantesca tela ricca di graffiti e murales di grande livello, capaci di raccontare con una unica immagine storie  di guerra.  Tra questi ricordiamo  la  Colomba bianca con un ramoscello d’ulivo nel becco, simbolo della pace , con un corsetto antiproiettile sul quale è disegnato un bersaglio; la bellissima immagine del sodato palestinese che lancia un mazzo di fiori…. Insomma significative, bellissime e poetiche immagini.

Indubbiamente “La bambina con il palloncino rosso” protagonista di uno dei suoi più celebri murales, reinterpretato con una bambina siriana in occasione della campagna “ #with Siria “ nel terzo anniversario della guerra civile del paese, sembra essere l’opera più bella e significativa. Essa è anche diventato un cortometraggio che due anni fa è stato proiettato sulle pareti di monumenti di tutto il mondo, dal Lincoln Memorial, alla Sydney Opera House, alla Tour Eiffel. In due minute Banksy è riuscito ad esprimere, come egli stesso dice, “con Compassione, con l’Appoggio, con la Nostra Voce e con immutata Speranza”, l’appello più toccante per la pace in Siria.

Di tutt’altro genere è l’ultima “ performance” di Banksy. A Londra da Sotheby’s, dopo essere stata battuta all’asta ed acquistata per un milione e 300 mila sterline, la tela “La ragazza con il palloncino”, in una cornice barocca d’oro, si è autodistrutta. Cosa ha voluto dimostrare con ciò Banksy? Che è il solito burlone? Oppure che è un artista desiderato dal mercato in modo ossessivo, ma che a lui il mercato non interessa ed anzi lo disdegna e lo sbeffeggia, come uno Zorro vintage e anticapitalista? …

Ai posteri l’ardua sentenza!

About author

Related articles

0 Comments

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!

Leave a Reply