Amatrice : dove il sisma ha fermato il tempo

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Solidarietà per Amatrice- Di nuovo l’orologio di un’antica torre civica si è fermato per bloccare il tempo che ha segnato una nuova tragedia. Quest’orologio segna le 3,46, ora fatidica che 10 anni fa sconvolse e distrusse il centro storico dell’Aquila. Questa notte all’ Aquila la gente è scesa in strada attanagliata dalla paura rivivendo momenti terribili. Sono tutti per strada, non riescono a rientrare nelle loro case anche se non ci sono stati danni, ma è talmente vivido il ricordo che moltissimi hanno passato la notte in macchina.

Il reatino è stata la zona più colpita, l’epicentro è stato localizzato vicino ad Accumuli. La scossa è stata fortissima, di magnitudo 6.0 della scala Richter. Secondo i sismologi si è attivata una delle tante faglie attive dell’Appennino centrale che rilasciano energia e danno origine così a questi terremoti. L’area interessata è molto estesa – Lazio, Marche, Umbria, Abruzzo – e ciò fa pensare che l’ipocentro sia stato più profondo di 4km.
E’ purtroppo possibile che si verifichino altre scosse e, in questa situazione, l’unica cosa da fare è seguire le indicazioni della Protezione civile e degli organi preposti.

La macchina dei soccorsi si è attivata con difficoltà a causa anche di alcuni ponti caduti e di strade inagibili. Molti dei borghi colpiti, tra l’altro, si trovano in località impervie, incastonati tra le montagne. Paesini che normalmente contano decine di abitanti in questa settimana erano stati presi d’assalto dai turisti, aumentando notevolmente il numero dei presenti. Ora sono tutti sotto shock.

Le scosse finora sono state più di 80 , 18 molto forti, quelle devastanti 2. Una alle 3,46 vicino Rieti, l’altra alle 4,42-4,43 a Norcia , provincia di Perugia, di magnitudo 5.0. Le scosse sono durate parecchi secondi e sono state avvertite fino a Roma ed a Bologna e in diverse città dell’Italia centrale, Ascoli Piceno.

Ci sono stati morti e feriti ad Accumuli, Amatrice , Arquata. Tanti i morti, troppi. Ma il numero delle vittime è sicuramente destinato a salire. Sono centinaia le abitazioni crollate sia parzialmente che totalmente. Il borgo di Arquata del Tronto non esiste più, le case sono collassate non lasciando vie di scampo ai residenti, per cui sono centinaia i dispersi. Anche ad Amatrice i danni sono stati ingenti, con il centro storico e metà paese rasi al suolo. Ora si scava , si scava anche a mani nude. I vigili del fuoco subito accorsi cercano, nel silenzio più totale , di sentire voci che chiedano aiuto da sotto le macerie; essi sono riusciti già a portare in salvo alcune persone. E’ stato mobilitato anche l’esercito per far fronte all’emergenza . E’ alti il numero degli sfollati, ma ora l’Italia tutta è in gara per portare loro tutto l’aiuto possibile: la solidarietà è una virtù che nel nostro paese è ben presente!

Rosanna Palumbo

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