94th Academy Awards Oscar : che genere di comicità!

0
115

di Clelia Pistillo-

Nel corso della 94° cerimonia degli Oscar l’attore Will Smith si è reso protagonista indiscusso della serata per aver dato un violento schiaffo/pugno al comico Chris Rock in risposta ad una battuta su sua moglie Jada Pinkett affetta da alopecia, una condizione patologica associata alla perdita dei capelli.

Alla violenza fisica ha fatto seguito quella verbale. L’attore infatti, senza mezzi termini, una volta tornato in platea, ha continuato ad inveire contro Chris Rock intimandogli di non nominare più sua moglie, con grande imbarazzo dei colleghi in sala.

La battuta in questione si riferiva all’ opportunità per la Pinkett di recitare nel sequel del film “Soldato Jane”, magistralmente interpretato da una rasata Demi Moore.

Will Smith si é poi scusato dal palco affermando che: “l’amore fa fare cose folli”.

Anche in altre occasioni abbiamo messo in evidenza quanto il bodyshaming e questo genere di comicità possano essere dannosi. Ugualmente criticabile la reazione di Smith, cha ha reagito attraverso un atto di violenza sia fisica che verbale, quando la violenza va sempre condannata. L’attore, senza pensarci troppo, si è sostituito alla moglie assumendo così una tipica posizione da maschio alfa, tradendo un’arcaica visione della donna in cui quest’ultima viene considerata proprietà dell’uomo. Un classico esempio di mascolinità tossica.

Inoltre la frase “l’amore fa fare cose folli” evoca i più diffusi e ricorrenti alibi utilizzati dagli uomini per giustificare le proprie intemperanze. Insinuare l’idea che l’amore generi violenza é del tutto fuorviante, poiché a spingere verso atti simili non è, e non può mai essere, un sentimento nobile bensì l’insana idea che la donna sia un oggetto sul quale esercitare il proprio potere e per di più bisognosa di protezione,  incapace di difendersi da sé.

Fatta questa doverosa premessa mi piacerebbe soffermarmi su un altro aspetto del tutto trascurato di questa vicenda: siamo proprio sicuri che la stessa battuta indirizzata ad un uomo avrebbe sollevato lo stesso polverone? Mi sento di poter azzardare come risposta un convinto “no”.

L’alopecia negli uomini è da sempre all’origine di burle alle quali solitamente i diretti interessati partecipano divertiti senza particolari ricadute sul piano emotivo. Ci sono addirittura comici e attori che sulle proprie peculiarità fisiche (e tra queste anche la calvizie) ci hanno riso, scherzato e costruito carriere.

La donna, sin dall’ infanzia, in modo più o meno subdolo è bombardata da immagini e da modelli ai quali è chiamata ad adeguarsi, e per far ciò si sottopone a continui trattamenti, a diete, a lunghe sedute di chirurgia estetica.

Inoltre, è opinione diffusa che la femminilità si esprima anche attraverso la capigliatura che deve essere lunga, folta e sempre ben curata. L’invecchiamento non è accettato in quanto i cambiamenti del corpo vengono percepiti come qualcosa che ci allontana da quell’ideale di perfezione a cui invece bisogna sempre tendere.

Ed ecco che l’uomo con i capelli bianchi viene considerato affascinante mentre la donna è ritenuta poco curata. Allo stesso modo anche l’alopecia (e naturalmente non mi riferisco a quella associata a patologie più complesse, per la quale ci sarebbe da fare un discorso molto diverso) é vissuta dagli uomini con maggiore spensieratezza, mentre per le donne può essere un dramma, uno stigma, motivo di imbarazzo e di vergogna.

E’ necessario ripensare ai modelli di riferimento e spiegare alle nuove generazioni che il culto della bellezza a tutti i costi non solo è sbagliato, ma addirittura controproducente perché le ricadute sul piano emotivo e psicologico possono essere notevoli.

Sembra che Jada Pinkett abbia utilizzato negli ultimi anni i suoi canali social per sensibilizzare sul tema ed aiutare chi soffre di questo disturbo a viverlo con più naturalezza. Questa è la strada che tutti dovremmo percorrere di fronte alle piccole ed alle grandi trasformazioni del nostro corpo. Accettarci anche per quelle che noi crediamo imperfezioni, e renderle nostri punti di forza.

Avremo fatto davvero un passo in avanti quando riusciremo a scherzare su un chilo in più o su una nuova ruga con la stessa leggerezza che al momento è un privilegio del sesso maschile.

Mentre condanniamo categoricamente la violenza ed il bodyshaming interroghiamoci anche sul perché alcune frasi finiscano per sollevare reazioni differenti a seconda del sesso.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui