I gatti…”il capolavoro della Natura”

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“Il Capolavoro della Natura”, così li definì Leonardo da Vinci (e non parlo di un uomo qualsiasi !)…Ma chi sono? I gatti, naturalmente. Si dice che quando Dio finì le ali, iniziò a distribuire codine… Ho un po’ di dubbi sulla attendibilità di questa affermazione, comunque No Comment…! Ma che gli antichi Egizi li adorassero come divinità… è una certezza, abbiamo un’infinità di prove. E poi, basta guardarli. Non esistono gatti ordinari. Appena li hai davanti a te, una cosina tremolante che ti si avvicina sbandando, lo guardi e ti chiedi: chi diventerà questo micio? Un vecchio gattone con il cuore d’oro? (come il mio Ciro!). Un ladro opportunista? ( come il mio Puntino!). Una timida pigrona al sole? (come la mia Milla!). Un acrobata? (tutti i gatti lo sono!). Un romantico contrabbandiere? (come il mio Cicino!).Un saggio filosofo? (come il mio Anacleto). Una diffidente zitella? (come la mia Malì). Un’impertinente primadonna ? (come la mia BriBri). Un’affascinante umorista? (come la mia Macchia). O un inventore di giochi? (come il mio adorato Natalino). Forse i gatti sono una combinazione di tutto ciò, sempre speciali, sempre meravigliosi. Qualsiasi proprietario di gatti sa che nessuno è uguale all’ altro: esistono gattini tranquilli, dolci e timidi; gattini preoccupati, nervosi; gattini con la faccia di bronzo, padroni del mondo e soprattutto della tua casa e di te… Piccole adorabili macchine da distruzione, ma tutti che hanno bisogno di un padrone che consideri il suo gatto il migliore dell’universo!
Un antico detto recita: “Un micio trasforma un consueto ritorno a casa nella gioia di tornare a casa”!. Ebbene è tutto vero, ed io ho utilizzato questo detto. Quando mia figlia, con mia grande angoscia (sono una mamma meridionale…!) si recò all ’Università dell’Aquila, lontana “mille miglia” da casa, le ho dato il permesso di adottare due gattine trovatelle, in modo che non fosse completamente sola e, conoscendo il suo amore per i gatti ed il suo grande senso di responsabilità ero sicura che … ogni sera sarebbe tornata a casa! Ah le mamme, cosa sono capace d’inventarsi! In tutti i ricordi della mia vita c’è un gatto. Ne ho avuti molti e posso dire che ogni volta che uno “ è volato via” ha lasciato un dolore durevole ma anche una durevole gratitudine. Per chi riesce a capirli, posso affermare che i gatti insegnano a noi umani a goderci il momento, a farci trovare gioia nelle piccole cose, a comprendere l’importanza di una carezza ed apprezzare l’amore e la casa, a goderci l’avventura, ad affrontare coraggiosamente i pericoli e, soprattutto, a sapere quando scappare! E poi , la cosa più importante: possono allietare la tua solitudine, asciugare le tue lacrime. Abbracciando un gattino, non sei mai solo: piangendo e stringendolo a te, il tuo dolore si fa più lieve…Ricordo mia madre, persona molto severa ed austera, conquistata anch’essa da una gattina. In un periodo triste della sua vita, lei soleva sedersi davanti al camino a leggere poesie del Pascoli che amava tanto. Spesso, l’ho vista che con una mano reggeva il libro e con l’altra, dischiusa a coppa, reggeva la testolina di Trilly, che la guardava adorante e faceva le fusa sommessamente. E allora… finalmente mia madre sorrideva. La vita non è mai noiosa se si ha la fortuna di possedere un gattino fantasioso. Ogni filo della luce , ogni sacchetto di carta vengono trasformati in una fonte di nuove invenzioni di gioco. Ogni cassetto lasciato sbadatamente aperto, ogni scatola, ogni vaso diventano nascondigli segreti. E che gioia vedere i loro occhi innocenti fissarti da dietro un filo d’erba,…dietro al quale si sentono invisibili. Il 17 febbraio è stata la giornata dei gatti, la loro festa. Ma per chi li possiede … ogni giorno è festa!

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