La magia del gioco tra fantasia, poesia e condivisione per diventare adulti.

Febbraio 4, 2016 0 Comments Stili di vita 403 Views

A volte, parlando con mio fratello della nostra fanciullezza, mi sembra come se fossimo vissuti …“in un’aria d’altri tempi, d’altri luoghi, d’altra vita”. Mi basta chiudere gli occhi per rivivere quel passato che ridiventa – come per magia – presente. I ricordi vissuti sono stati belli ed importanti; ricordi ancora scolpiti nel cuore e nella mente; ricordi di vita passata, di giochi passati. Eppure, non siamo centenari!In pochissimi decenni, come sono cambiati lo stile di vita e i giochi! Ricordo quando la felicità era fatta di poco e, per giocare, si usava più di tutto la fantasia. Oggi si parla tanto dell’importanza della socializzazione, negli anni sessanta e settanta essa era spontanea e naturale, perché i giochi per lo più si svolgevano all’aperto. Di solito, maschi e femmine giocavano insieme e la maggior parte delle volte stavano insieme bambini di età diverse: l’importante era divertirsi. Il gioco stimola l’inventiva, la curiosità, la manualità, l’ingegno: con il gioco il bambino si adatta e si avvicina alla società degli adulti. È ovvio che il gioco è sempre figlio del tempo e si adatta al contesto sociale in cui si svolge. Oggi sarebbe veramente assurdo pensare che i bambini possano giocare ancora alla “settimana” o “ai “quattro cantoni” o a “palla prigioniera”, come facevo io. Certo, una sfida col la play-station è emozionante ed impegnativa… Ma una partita a “tamburello” non era da meno. Quanta energia sprigionavamo in ogni colpo, cercando di mandare la pallina sempre più lontano! Io ricordo queste lunghe partite giocate in piazza con le nostre urla frammiste al garrire delle rondini e noi che, come loro, svolazzavamo con lo stesso impegno e la stessa gioia. I giochi per noi erano dettati dalle stagioni, dalle ore di luce dei giorni e dalla presenza o meno dei compagni. Oggi i giochi sono dettati dalle industrie. Prima, era il regno della nostra fantasia, ora è la fantasia di un accorto “marketing editor” che ci indica quali giochi fare. Ora i bambini sono sicuramente più intelligenti, più svegli, con un “iq” altissimo…, capaci a tre anni di montare e smontare uno smart-phone ed a cinque di assemblare un computer. Ma, hanno mai provato il brivido di una partita a “mazza e piuzo” quando, simili a piccoli gentlemen inglesi (forse non con lo stesso aplomb !), colpivamo con una mazza il piuzo per lanciarlo in aria e, poi, colpirlo a volo come si fa nel cricket?…Che gioia aver fatto vincere la squadra ed essere diventato, per un breve ma indimenticabile attimo, il loro “battitore”, il loro idolo ! Altro passatempo molto praticato da noi era il gioco delle biglie. Con le biglie si possono fare dozzine di giochi diversi. Può sembrare strano, ma questo è uno dei giochi da strada più antichi. Prima delle palline di vetro si usavano quelle di terracotta colorate con vivaci colori. Negli scavi archeologici sono state ritrovate biglie risalenti all’antico Egitto e a Roma; anzi, si sa che l’imperatore Augusto solesse portare sempre con sé alcune biglie e, ogni qual volta incontrava bambini per strada che stavano giocando, si aggregava a loro. Un altro dei giochi più antichi e diffusi al mondo è la “campana” o “settimana”, come la chiamavamo noi. Uno dei disegni più antichi della campana è tracciato sulla pavimentazione del Foro Romano e si dice che furono proprio i legionari romani a farlo conoscere ai bambini dei paesi conquistati. lo ci giocavo quotidianamente con grande entusiasmo, …anche se non appartengo all’epoca romana. Anche i giocattoli “home made” erano poesia ! Possedere un arco con le frecce ( gli “utilissimi” ferri degli ombrelli) era da veri guerrieri… Come pure le micidiali fionde fatte con una forcella di legno ed un robusto elastico erano importantissime: non si poteva mai sapere…; potevi incontrare delle belve feroci vicino casa o, potevi rompere i vetri della casa di quell’antipatico del tuo vicino che non ti faceva mai usare i suoi giocattoli. Oggi, a chi interessa più un trenino elettrico con una splendida locomotiva rossa e tanti vagoni, quando puoi avere un elicottero telecomandato che puo’ rivaleggiare con quello dell’esercito italiano? E le bambine…? Quante torte di terra abbiamo fatto… Altro che “master chef”…! Queste erano certamente più belle, di varie forme ed, alcune, ricoperte addirittura di una “glassa” di fiori freschi selvatici. Ed inoltre, creavamo pentolini e vasellame con la crete e splendide coppe con i cappellini delle ghiande. Con poco, veramente con poco, fugavamo la noia con giochi semplici, facendo volare la fantasia che non costa niente. Ma, come si diceva, nel giro di pochi decenni tutto è cambiato, gli avvenimenti e le scoperte si sono succeduti ad un ritmo incalzante, modificando la vita di milioni di persone. Sono cambiati usi e costumi, modi di vita e giochi. Importantissimi i giochi, perché attraverso di essi i bambini imparano l’importanza delle piccole cose di tutti i giorni. Come nell’antichità attraverso il gioco si insegnava a vivere e a sopravvivere, così anche ora è importante che attraverso il gioco i “cuccioli d’uomo” facciano ciò che hanno sempre fatto: CRESCERE.

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