Vaccinare è vita !

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Storie di vaccinazioni effettuate o meno- di Cosimo Di Filippo-

Gino e Antonello erano due miei amici dell’età scolare. Abitavano al piano superiore al mio, in una palazzina alla periferia di Foggia.  Con mio fratello facevamo davvero un bel quartetto! Allora si scendeva giù in strada a giocare a calcio e si può dire che il calcetto fu inventato proprio in quegli anni, da ragazzini un po’ monelli ma tutto sommato educati.

Quando giocavamo a pallone (non a calcetto), non avevamo problemi per chi dovesse stare in porta, eravamo fortunati in questo. In porta ci andava sempre il più scarso. Non è che fossimo dei campioni in miniatura, non stavamo in porta perché quel ruolo era occupato da Gino e Antonello. Stavano in porta perchè entrambi erano poliomielitici. Già, non potevano usare bene la gamba ed il braccio da un lato, non potevano correre liberamente e compiere con pienezza tutti quei movimenti che erano invece  permessi a  noialtri.

Da ragazzini non ci si sofferma troppo sulle sventure altrui, ma noi sentivamo che eravamo dei fortunati, anzi di più.
Perché i due fratelli si sono ammalati e io no?
– “Sai, tu sei stato vaccinato loro non hanno fatto in tempo”.
– “Grazie mamma”!

Sicuramente i miei figli saranno vaccinati e potranno correre liberamente, ho sempre pensato.
Col tempo, dopo la laurea in Medicina e l’attività di medico, ho avuto modo di incontrare altri Gino e Antonello con problemi di motilità più o meno importanti, con limitazioni anche nella guida di automobili.

Automobili con adattamenti. Pensa, neanche compi diciotto anni e conseguire la patente diventa un problema non indifferente. Avrai una patente speciale e dovrai guidare solo auto adattate. Un problema da vivere, accettare, superare.

Poi in seguito, grazie ai miei due gemelli ho incontrato un loro compagno di scuola alle medie Marco, un ragazzotto robusto e affetto da autismo.I genitori di Marco, hanno seguito sin da piccolo il loro figlio, facendolo sottoporre a tutte le cure possibili che la patologia richiedeva, convintissimi che questa sventura fosse capitata al figlio a seguito di vaccinazioni inoculate dal sesto mese di vita. Prima, e le foto sembrano testimoniarlo, era un bimbo con una crescita intellettiva assolutamente normale per l’età. Poi la regressione.

Strana la vita.
Secondo alcuni scienziati l’autismo può presentarsi anche a seguito della somministrazione di vaccini, però la maggior parte del mondo accademico non condivide questa posizione.
Cosa risaputa è  che sin dai primi vagiti, si consiglia alle  neo mamme di allattare i propri figli affinché possano trasmettere attraverso il latte materno  gli anticorpi, proteggendolo, essendo il suo sistema immunitario in via di sviluppo.

Altro punto critico è la presenza nei vaccini di nanoparticelle di metalli pesanti, e sappiamo che queste non hanno di certo un’azione benefica neanche nell’adulto. Gli unici dubbi che ho riguardano l’opportunità o meno di  esasperare il calendario vaccinale con preparazioni esavalenti. Mi chiedo cioè se sia più giusto pensare ad un calendario meno aggressivo tale da adeguarsi allo sviluppo del sistema immunitario del bimbo.
E poi perché non  migliorare la purificazione dei vaccini? Rendiamoli più puri, così da non avere più dubbi sulla dannosità delle nanoparticelle.

Gino e Antonello da un lato e Marco dall’altro, possono essere presi ad esempio per quanto riguarda la discussione sulla necessità di vaccinarsi.Tra la coppia di fratelli e Marco esiste una moltitudine di umanità che vive, cresce e realizza i propri sogni senza quegli ostacoli che i nostri tre amici e le loro famiglie continuano ad affrontare.
Occorre sempre di più una migliore educazione informativa sulla problematica.
Vaccinare è vita!

 

 

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