Tumore dell’ovaio, cosa c’è da sapere

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Intervista al dr Mario Polichetti, ginecologo- di Claudia Izzo-

Il tumore dell’ovaio o carcinoma ovarico colpisce sempre più donne. Cerchiamo di capirne di più con il dr Mario Polichetti, ginecologo.

-Cos’è il carcinoma ovarico?

E’ la più frequente tra le neoplasie maligne dell’ovaio e la sua incidenza è maggiore nelle donne in post menopausa. L’ovaio è l’organo con funzione di ghiandola endocrina produttrice di ormoni, estrogeni e progesterone che regolano il ciclo mestruale.L’ovaio  ha funzione gametogenica producendo i gameti femminili, le cellule uovo. Il tumore dell’ovaio insorge proprio quando le cellule dell’ovaio crescono e si dividono in modo incontrollato”

-Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità come si dividono questi tumori?

“I tumori primitivi sono quelli che originano direttamente dall’ovaio, nel tumore secondario l’ovaio è coinvolto secondariamente. I tumori epiteliali sono quelli più frequenti e riguardano il tessuto che riveste l’ovaio. I tumori stromali originano dallo stroma, dalla parte interna dell’ovaio, dalle cellule germinali.”

-Quali sono i sintomi?

“Il tumore dell’ovaio è molto subdolo,la sintomatologia compare quando la malattia è già in uno stato avanzato, quando compare il rigonfiamento dell’addome, dolore in sede pelvica. Colpisce come dicevo prima, maggiormente le donne in menopausa. I sintomi meno comuni sono: perdite vaginali, inappetenza. Si estende nella pelvi e poi nell’addome. Le donne si rivolgono al medico quando l’aumento dell’addome è più evidente”

-Come avviene la diagnosi?

Con l’esame ecografico si evince l’aumento di volume di uno o di due ovaie poi si procede al controllo dei marcatori tumoraali CA125, CA19.9, HE4, attraverso un prelievo del sangue. Si fanno approfondimenti con Tac , risonanza magnetica con mezzo di contrasto. La conferma diagnostica viene data dall’intervento chirurgico perchè l’esame estemporaneo anatomopatologico condotto nell’ambito dell’intervento serve a dare conferma della patologia neoplastica e a modulare la radicalità dell’intervento chirurgico, quanto cioè l’intervento deve essere esteso o meno”

-Quali sono i fattori di rischio di questo tumore?

Le cause possono essere generiche o legate allo stile di vita, l’obesità, il fumo. L’età incide, il picco d’incidenza di questo tumore è tra i 50/ 60 anni ma può presentarsi in donne più giovani perchè il maggiore fattore di rischio è la familiarità. Donne, cioè, con madre e o sorella  affetta da un tumore dell’utero hanno maggiori possibilità di riscontrare questa neoplasia. In particolare le terapie ormonali utilizzate per stimolare le ovaie nel corso di tecniche di procreazione medicalmente assistita, sono agenti tossici. “

-Dunque, la cura?

“La cura dipende ovviamente dalla sede del tumore, dallo stadio, dall’età della paziente, dalle sue condizioni. la cura è costituita da chirurgia; chemioterapia; anticorpi monoclonali che rappresentano terapie di ultima generazione, più mirate,contro le cellule neoplastiche. Quanto è più tempestiva la diagnosi, migliore è la probabilità di sopravvivenza. Ciò vuol dire che negli stadi iniziali, quando la capsula del tumore è integra e non c’è disseminazione di cellule neoplastiche nelle cavità, la percentuale di sopravvivenza è più elevata” 

 

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