Ritardo di crescita fetale, ne parliamo con il dr Mario Polichetti

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Il Ritardo di crescita  è una problematica che a volte le mamme si trovano a dover affrontare. Ne parliamo con il dr Mario Polichetti, ginecologo.

-Di che cosa si tratta?

Il ritardo è una riduzione della crescita fetale, il feto cioè, cresce meno di quanto dovrebbe per l’epoca gestazionale, vi è una restrizione del peso”

-Come viene definita?

“Si parla di ritardo di crescita precoce, se si instaura precocemente, tardiva se si instaura in epoca più avanzata. Se il bambino non cresce bene dall’inizio, di solito può dipendere da un ritardo dell’attecchimento che dal sesto mese in poi diviene evidente. Dalla 30° settimana vi sono diverse cause che possono determinare il ritardo di crescita,  quella più importante è la gestosi, patologia caratterizzata da un aumento della pressione, edemi, gonfiori localizzati agli arti inferiori o diffusi su tutto il corpo, proteinuria, cioè la presenza di proteine nelle urine. Associato a questa gestosi c’è il ritardo di crescita. Se la madre è affetta da questa problematica, la gestosi, il bambino cresce in maniera più lenta”

-Come si caratterizza il ritardo di crescita?

“Si definisce simmetrico, quando il bambino è tutto più piccolo; asimmetrico quando la testolina e gli arti sono normali ma vi è una riduzione della circonferenza addominale.”

-Cosa succede dopo la  nascita?

“Dopo la nascita i bambini hanno bisogno di un pò di tempo in più per mettersi in linea. La gravidanza è condizionata da ostacoli alla crescita. Dal punto di vista della condotta è importante stabilire il momento giusto in cui far nascere il bambino, nè troppo precocemente, nè troppo tardivamente, proprio perchè si può arrivare alla riduzione della crescita fino alla morte intrauterina”

-Cosa può provocare nel tempo questo ritardo di crescita iniziale?

“E’ importante, nel ritardo di crescita tardiva, stabilire il momento della nascita perchè è legato ai deficit che si instaurano  nella fase dell’infanzia e dell’adolescenza come la scarsa attenzione a scuola, handicap di vario tipo.”

-Quali farmaci vanno assunti per migliorare la situazione?

“Ci sono sostanze che servono a favorire un migliore afflusso nella placenta come le cardioaspirine, integratori a base di aminoacidi che favoriscono la produzione dell’ormone della crescita fetale, ossigenoterapia che permette gli scambi con i tessuti, l’eparina a basso peso molecolare”

-Cosa bisogna monitorare durante la gestazione?

“Bisogna tenere sotto controllo e valutare le curve di crescita, lo stato di salute della madre, il suo nutrimento. E’ ovvio che se la madre non si nutre adeguatamente non trasferisce le sostanze per l’accrescimento del feto”

 

 

 

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