Donna incinta positiva al Covid, dal Ruggi a Potenza. Il dr Mario Polichetti:”abbiamo seguito il protocollo”

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-di Claudia Izzo-

Ha fatto molto discutere il caso della gestante di Cava de’Tirreni, alla 40esima settimana di gravidanza, positiva al Covid-19, asintomatica, trasportata dal 118 dall’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno all’ospedale “San Carlo” di Potenza dove è nato il suo bambino. Su Facebook, il marito della donna, Davide Bisogno, ha dato vita ad uno sfogo durissimo nei confronti “del gruppo di lavoro di quel turno specifico” del reparto di ginecologia salernitana rivolgendosi, poi, al Governatore De Luca invitandolo ad occuparsi non solo delle Luci d’Artista, ma anche di quanto avviene nel reparto di Ginecologia dell’ospedale cittadino.

Ne parliamo con il dr Mario Polichetti, Responsabile del Reparto di Gravidanza a Rischio del Ruggi di Salerno e Responsabile Sanità della FIALS

Dr Polichetti, ricostruiamo un pò la faccenda. La signora è giunta al Ruggi, reparto di ginecologia,  positiva al Covid,  asintomatica, in prossimità del parto. Cosa è successo?

Abbiamo seguito il protocollo. Nel reparto di Ginecologia non abbiamo posti in isolamento per casi Covid, in più, ci sono lavori in corso per la costruzione del centro di sterilità. La signora non è stata trasferita a Napoli dal momento che lì mancavano i posti letto. In fase di prodomi del travaglio è stata trasferita a Potenza in base allo smistamento che fa stesso il 118.

Quindi, non essendoci disponibilità di posti è stato chiamato il 118, da qui, in base alla disponibiltà, i pazienti vengono smistati ai vari ospedali competenti per la determinata patologia o necessità?

Si. La signora è stata diretta a Potenza, ad un’ora di distanza. Se non ci fossero stati posti, il 118 l’avrebbe anche potuta indirizzare nel Lazio. La scelta dell’ospedale non è stata una scelta del reparto di Ginecologia o dell’ospedale Ruggi  di Salerno, ma è una decisione che spetta al 118 in base alla disponibilità.

Il marito della signora in questione sui social ha usato termini forti riferiti al trattamento a cui la moglie sarebbe stata sottoposta nel reparto. “E’ stata trattata come una bestia…”, “l’hanno fatta morire di sete”…prima di fare ironicamente i complimenti al reparto e rivolgersi, sempre nel post, al Governatore.

Io difendo il personale del mio reparto perchè so che  tipo di persone siano, da un punto di vista professionale e da un punto di vista di umanità. Il nostro reparto è un luogo di eccellenza, per questo sempre sotto i riflettori della cronaca per difficili casi risolti.  Come esponente del sindacato solleciterò comunque una commissione d’indagine interna per arrivare a conoscere la verità. Restando ben intesi che, se il signore in questione non prova quanto afferma, si tratta di diffamazione.

Intanto, la precisazione del Ruggi di Salerno non si fa attendere: La direzione strategica dell’AOU Salerno precisa che come da disposizione regionale l’Aou Ruggi non è individuato come sede idonea per il parto di donna gravida Covid positiva. In caso di paziente che giunge in pronto soccorso con parto imminente questo avviene al Ruggi e la  e la puerpera viene trasferita con il neonato alla Federico II. In caso di parto non imminente viene attivato lo STAM, (servizio trasporto assistito moderno) covid. 

 

 

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