Coronavirus: la trasmissione è tipicamente respiratoria

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Salute- di Cosimo Di Filippo*

La Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan (Cina) alla fine dell’anno scorso ha comunicato alla Organizzazione Mondiale della Sanità, la presenza di casi di polmonite ad eziologia ignota nella città di Wuhan.

I sintomi più comuni consistono in febbre alta, tosse secca, mal di gola e grave difficoltà respiratorie.

Le informazioni attualmente disponibili fanno pensare che il virus possa determinare forme cliniche differenti, dalla forma lieve simil-influenzale ad una forma più grave di malattia con polmoniti virali, radiologicamente si osservano lesioni infiltrative diffuse.

Una forma lieve può progredire in una forma grave e questo si verifica spesso in considerazioni delle condizioni di salute preesistenti dell’individuo.

Le persone anziane, la presenza di patologie croniche respiratorie, cardiopatie, deficit immunitari, diabete e patologie epatiche rappresentano potenziali fattori aggravanti e quindi esposti alle forme più gravi.

I dati ufficiali permettono di risalire al 9 gennaio, la data in cui le Autorità sanitarie cinesi hanno reso pubblico l’identificazione del virus. Si tratterebbe di un coronavirus, strettamente correlato a quelli della sindrome respiratoria acuta grave (SASRS) e alla sindrome respiratoria mediorientale (MERS).

I coronavirus rappresentano una grande famigli di virus respiratori con quadri clinici che vanno dal semplice raffreddore a forme più gravi come la SASRS e la MERS.

La trasmissione è tipicamente respiratoria, anche se al momento gli scienziati dubitano che possa essere l’unica modalità di trasmissione.

Virus estremamente virulento, la gravità della malattia dipende da vari fattori, come la carica virale, le condizioni ambientali e soprattutto le condizioni preesistenti di salute della popolazione.

La lontananza geografica dell’Italia dalla Cina rappresentava un tempo un fattore protettivo, tuttavia un mondo globalizzato, come quello odierno, in cui le distanze sono state quasi cancellate e la possibilità crescente di facili spostamenti rendono questo problema di estrema attualità.

Le organizzazioni sanitarie di ogni Paese hanno adottato misure protettive che potranno sicuramente limitare al massimo i danni dovuti a questa nuova emergenza sanitaria.

Tuttavia è estremamente importante circoscrivere e delimitare i focolai.

La prevenzione, in attesa di misure profilattiche farmacologiche, è rappresentata da semplici misure di igiene sanitaria.

Evitare di esporsi incautamente a fattori perfrigeranti in modo da evitare patologie del tipo faringite, tracheite o semplici fenomeni di raffreddamento.

Lavarsi frequentemente le mani, tossire o starnutire coprendosi la bocca e il naso con un fazzoletto, e ai primi sintomi influenzali rivolgersi al proprio medico per le prescrizioni del caso. Riposo a letto nelle forme più gravi. Maggiore attenzione alle condizioni di salute preesistenti degli anziani e dei malati affetti da patologie croniche.

Consigli semplici che ci permettono di contribuire a rendere il mondo in cui viviamo più sicuro.

 

*Medico

 

 

 

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