La paura è la strada per l’evoluzione

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-di Antonio Milite- Come i timori possono diventare i nostri migliori alleati.

Alzi la mano chi non ha mai avuto paura in vita sua. Impossibile direi!

La paura fa parte di noi e della nostra crescita. È stata creata e messa lì apposta per noi. È il nostro coach dello sviluppo, il nostro laboratorio dove forgiarci e prendere potere.

Penso che tutti voi abbiate sentito dire che nella vita ci vuole coraggio per vivere in maniera assoluta. Il punto chiave è che per avere coraggio bisogna prima avere paura. Eh sì perché senza paura non esce il coraggio!

Quindi non dimentichiamoci mai che la paura è l’ingrediente fondamentale che ci indica la strada da percorrere e le sfide da affrontare. Consideriamola come una condizione naturale del nostro percorso di crescita, impariamo ad usarla, riconoscerla e servircene.

La paura è il segnale che stai prendendo consapevolezza di qualcosa che ti fa soffrire e devi intervenire. Ti sta indicando cosa devi imparare o cosa ti serve per proseguire.

Ricordo ancora mio padre, da ragazzo gli vedevo fare cose audaci e più grandi di lui. A volte falliva ma lui ripartiva sempre. E io gli chiedevo – Ma come fai?- E lui mi ripeteva spesso una frase: -Ricordati che chi ha paura non si corica mai con le belle donne.- Ero giovane e in verità non avevo fatto mio questo concetto. Pensandoci bene, forse me lo diceva perché cercavo sempre di sfuggire alle paure o di evitarle.

Nella prima parte della mia vita, avendo vissuto momenti difficili, tutte le scelte importanti – da quelle personali a quelle lavorative – erano indirizzate verso situazioni di sicurezza.

Ma come afferma Seth Godin, la cosa più pericolosa è andare sul sicuro -.  

Una delle ragioni per cui la paura ci domina, forse la più importante, è che essa parla direttamente al nostro istinto di conservazione, ma questa può diventare una trappola. Quando comprendiamo che l’idea di essere totalmente al sicuro è una pura illusione, si è pronti ad accettare quei rischi che vale la pena di affrontare, con slancio e passione.

Si rischia di più a non rischiare che a rischiare... E così corriamo il pericolo di bloccare la nostra evoluzione e chiudere tutte le strade che una sana gestione delle paure ci permetterebbe di percorrere.

È vero che la paura va rispettata. Le paure ti aiutano a stare più attento e a non fare errori; sono reali e fanno parte del nostro sistema di difesa naturale, che siano immaginarie o concrete, l sono per noi come dei giganti che ci tutelano ma anche che ci bloccano, sia a livello mentale che fisico.

Un vecchio proverbio recita: il troppo storpia. La paura, in fondo, è come il sale per le pietanze, se lo usiamo con le giuste dosi rende il cibo gustoso. Ma troppo, o troppo poco, rovina il tutto.

Vito Mancuso, Teologo e Filosofo ci ricorda che- La vera virtù non sta nell’averla la virtù, ma nel saperla dosare nella giusta quantità-.

Così è per la paura: bisogna saperla misurare. Quello che bisogna fare è saperla riconoscere, pesarla, guardarla in faccia, non farsi intimorire, andargli incontro e usarla per evolverci. Sentiamo dentro di noi una voce che ci ripete che quella cosa non va fatta, che potrebbe andare tutto male, una forma di tutela, una voce che si prende cura del nostro benessere. Così noi temiamo determinate situazioni. Poi, a volte, vieni spinto ad osare da qualcuno che credeva in te. Ma come sarebbero stati oggi i risultati e che tipo di persona saresti stata se fossi andato incontro alle paure?

Fëdor Dostoevskij affermava che il suo timore più grande era quello di non essere degno delle sue paure.

Perchè permettiamo alle paure di bloccarci, rallentare o deviare dai nostri propositi? Come approcciarci per farle diventare nostre alleate?

Dominare la paura comincia con la DECISIONE DI FRONTEGGIARLA, davanti ad essa farai qualsiasi cosa in tuo potere per non farti sopraffare, anche se non sai al momento cosa e come fare. Questo è fondamentale, perché quando hai stampato ben chiaro nel tuo dialogo interiore questo modo di fare, troverai anche il coraggio di agire. Perché è dalla decisione che deriva il coraggio e non viceversa, come solitamente si pensa. Quando non arretri di fronte alla paura ma agisci, stai acquisendo forza. Ti stai spostando dal dolore che stai provando verso un tuo potere interiore.

Ogni passo in avanti che fai ti cambierà e scoprirai che il dolore è sopportabile. È gestibileSi aprono nuovi scenari, dati dalla trasformazione che sta avvenendo dentro di te e che si ripercuotono anche all’esterno, nei tuoi atteggiamenti e nelle tue azioni.

Potremmo dire con le parole di Susan Jeffers: Il solo modo per sbarazzarsi della paura di fare qualcosa è buttarsi a farlo. Il fare precede la scomparsa della paura.

Una tattica che io uso solitamente è quella di bloccare il pensiero e agire. A volte sono la nostra percezione e immaginazione a frenarci totalmente, amplificando il negativo e non facendoci vedere le possibili azioni da compiere.

Puoi costringerti ad agire volontariamente con piccoli stratagemmi per dare inizio alla prima azione. Come pagare e iscriversi a un corso di teatro, quando sai che hai paura del pubblico. Ma ormai l’hai fatto e quindi non puoi tirarti indietro.

Sempre Susan Jeffers, massima esperta sulle paure, ci dice che: –Sfidare le paure è meno spaventoso che convivere con la paura sotterranea derivante da una sensazione di impotenza. La gente che rifiuta di correre dei rischi sperimenta una paura che è molto più intensa di quella che proverebbe se decidesse di buttarsi attivamente nelle cose, solo che non lo sa.-

In un modo o nell’altro dobbiamo capire che non possiamo sfuggire alla paura. L’incapacità di affrontarla è principalmente un problema di educazione (il nostro background familiare e culturale) che può essere riprogrammato modificando il dialogo interiore, facendoci accettare la paura come un semplice avvenimento naturale. Quello che noto maggiormente in molte persone, dai più giovani alle persone più adulte, è che quando ti parlano delle paure che gli impediscono di agire verso i loro obiettivi, si riferiscono il più delle volte a paure generalizzate, in senso vago. Non quantificano né valorizzano quel pericolo.
Nella loro mente è un gigante che li blocca e crea la paura di ciò che potrà succedere, convincendoli di non essere in grado di sostenerlo.

Ma è davvero così? 

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