Una tavola, una scelta di forme coerenti

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-di Clotilde Baccari

Un elemento fondamentale per dar tono alla tavola è sicuramente la tovaglia ma lo stesso peso ha il tipo di piatti che si prediligerà: la  scelta di fogge, colori e materiali dipende in gran parte dal gusto personale e dalla formalità dell’occasione. La porcellana e’ certamente più adatta per esprimere eleganza e raffinatezza, sia nel classico bianco o avorio che con bordi oro e platino e decori delicati in rilievo. La ceramica e la maiolica sono indicate per inviti più disinvolti e possono essere in colori vivaci.

Per una bella tavola bisogna fare attenzione che i piatti siano integri e non spaiati, i bicchieri lucenti senza segni di calcare, inoltre  un buon servizio di posate in acciaio inossidabile o in lega argentata è indispensabile sceglierlo il più possibile completo di pezzi e soprattutto di ottima qualità.

Ogni commensale ha il suo coperto  costituito dal  piatto segnaposto che  è usato principalmente a scopo decorativo per indicare la posizione del coperto: di diametro maggiore del piatto piano è tradizionalmente d’argento, ma può essere anche in silver plate, acciaio inossidabile o porcellana, e recentemente anche in paglia o vimini.

Il sottopiatto rimane sulla tavola durante tutto il servizio, fino a quando davanti al commensale viene appoggiato il piattino da frutta o da dessert. Per evitare rumori, ma anche per non graffiare l’argento, di solito lo si protegge con un centrino. Poggiato sul piatto segnaposto ci sarà il piatto piano sul quale, se è prevista una minestra, si pone la fondina oppure un altro piatto piano, se verrà servito un primo asciutto Di solito si tende  a usare la fondina anche nel caso di pastasciutta o risotto; bisogna riconoscere che è comodo servire spaghetti o tagliatelle in un recipiente con una certa profondità.

A destra del piatto si pone il coltello con la lama rivolta verso l’interno, quindi a destra del coltello se verrà servita una minestra, si metterà il cucchiaio, con la parte concava verso l’alto.

A sinistra del piatto la forchetta con i rebbi cioè le punte all’insù, anche  il tovagliolo in genere  si pone a sinistra  ma la regola non è tassativa .

Il bicchiere dell’acqua e del vino vanno collocati in alto, alla destra del piatto in corrispondenza della punta del coltello; il bicchiere d’acqua più grande sta all’interno rispetto a quello da vino e ciò consente di versare il liquido con più facilità.

Tutte le norme del galateo della tavola hanno una loro logica; il coltello sta a destra perché lo si usa con la mano destra, la forchetta a sinistra perché, quando la si usa insieme a coltello, va tenuta con la sinistra. Le posate  da frutta si tengono sopra il piatto trasversalmente: il coltello col manico rivolto a destra e la lama  verso il piatto, la forchetta col manico a sinistra, il cucchiaio da dolce, se  questo è previsto, è messo per ultimo col manico a destra. A buon ragione risulterà la posata più esterna poiché il dolce si mangia prima della frutta. Pertanto, possiamo affermare che la collocazione di ciascun elemento della tavola risponde a precisi criteri di logica.

Equilibrio tra forme, colori e materiali insieme a calibrata razionalità contribuiscono a rendere tutti gli elementi della tavola ben abbinati tra loro e, soprattutto, in perfetta armonia.

Non dimentichiamo, infatti, che la grazia, che traspare in ciò che realizziamo, è il risultato della nostra armonia interiore.

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