Piccole regole di ospitalità

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di Clotilde Baccari-

La tavola rappresenta da sempre il luogo della convivialità ma inevitabilmente è l’occasione dello svelamento di quel che siamo. Il cibo propone sapori e saperi ed è proprio a tavola che, pur senza parole, narriamo la nostra storia e manifestiamo la nostra cultura. Organizzare una cena o un pranzo sarà sicuramente un impegno per i padroni di casa ma anche una occasione per trascorrere momenti piacevoli con parenti o con amici…

Invitare qualcuno significa occuparsi delle sua felicità finchè resta sotto il nostro tetto-. Anthelme Brillat-Savarin, magistrato e gastronomo francese del Settecento, esprime con questo aforisma una grande verità. La capacità  organizzativa di chi ospita dovrà lasciare gli invitati gradevolmente sorpresi, pertanto, perché tutto si svolga in armonia, basterà seguire regole di buon gusto e una concreta pianificazione utile ad ottenere un risultato ottimale  e fare in modo che l’invito sia una occasione in cui la buona cucina, il buon vino rappresenti l’opportunità per apprendere una lezione forse vecchia come il mondo  che cioè una buona cena parte dall’accoglienza.

Prima di ogni altra decisione i padroni di casa dovranno stabilire in anticipo quale tono intendere dare al pranzo o alla cena  da organizzare: se una impostazione classica o formale o una piuttosto libera come delle degustazioni in piedi, un cocktail o un party in giardino. Da tale scelta, infatti, deriverà la lista e il numero  degli invitati, il tipo di menù e l’allestimento della tavola. Sarà allora il caso di ricordare le regole fondamentali  per invitare le giuste persone che possano favorire la realizzazione di un momento di armonia in onore all’impegno e al lavoro profuso dai padroni di casa.

Si farà attenzione a mettere insieme persone ben assortite che, se pur diverse per età o per interessi, possano manifestare gusti, idee ed interessi affini, convenendo con Cicerone che –Il piacere dei banchetti non si deve misurare dalle squisitezze delle portate, ma dalla compagnia degli amici e dai loro discorsi.-
Questa attenzione sarà rivolta in particolar modo ad ospiti di recente conoscenza per evitare imbarazzo tra gli invitati che, non  avendo frequentazioni e non riscontrando comunità di interessi con gli altri commensali, potrebbero annoiarsi.

Qualora l’invitato non possa accettare un invito, lo comunicherà al più presto ringraziando per l’attenzione a lui riservata e se dovesse accettare, la sua adesione dovrà essere comunicata all’ospite nel giro di poche ore. A questo punto, per inciso, bisogna ricordare che l’invito ricevuto verrà sempre ricambiato e comunque il giorno dopo si dovrà fare, obbligatoriamente, una telefonata di ringraziamento a chi ci ha offerto ospitalità. Un tal gesto sarebbe il giusto rientrare nel sentimento del xαρίζεσθαι omerico, verbo che esprime  l’empatica corrispondenza emozionale tra chi dona e chi riceve, quindi tra chi ospita e chi è ospitato.

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