VinArte 2018 inizia con un brindisi De Beaumont e la Trilogia Naturae

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L’inizio di un evento- di Claudia Izzo-

Con il brindisi d’inizio presso Botteghelle65, si è dato il via alla nona edizione della kermesse enoculturale VinArte, appuntamento fisso, tutto salernitano, che coniuga il buon vino alle varie forme espressive dell’arte, creato dall’Associazione Salerno Attiva -Activa Civitas. Un modo, questo, per coniugare Vino e Arte, dunque, elementi di cui il nostro territorio è pregno.   L’appuntamento con gli ospiti, gli artisti, gli amici  fedelissimi di VinArte, presso l’antico locale della Salerno vecchia, ha avuto un ospite d’eccezione, il prof. Rino Mele che ha illustrato le opere delle artiste in mostra presso il locale stesso. Ad esporre infatti, presso Botteghelle65 sono state: Ida Mainenti con “Pensieri sospesi”,  Cinzia Gaudiano con “Abitanti marini” e Filomena Daraio con “Stagioni del cardo” ; tre artiste unite in una trilogia Naturae- Aria, Terra, Acqua.

Il prof Mele è partito dall’analisi del numero tre, “che costituisce il numero delle artiste proposte, una trilogia; tre, un numero  che ci riporta alla progressione numerica, ad una gerarchia, a forme che possono essere messe in fila;  numero dinamico che tende a girare in maniera congrua, con un movimento fuori dalla sua centralità. Tre artiste, dunque, tre stili proposti, tre diversi modi di porsi innanzi alla rappresentazione che la parola non riesce a soddisfare, tre stili con   nessuna comunanza, nessun rapporto se non la grazia di comunicare attraverso segni in cui rispecchiarci”

La pittura, con Ida Mainenti, è per Rino Mele, “il tentativo di rappresentare la semplicità negata alla parola, con un riferimento alle avanguardie del ‘900, a Mirò;  un tentativo di perdere il senso del peso. A questa astrazione molto suggestiva, a questa lievità cromatica si oppongono i lavori concreti tridimensionali, la frammentazione dei testi ceramici dell’altra artista Cinzia Gaudiano” che espone i suoi mondi legati al mare, scorci, particolari, creature intessute di mare che parlano di mare, che respirano il mare e che di rimando, sembrano essere dirette al mare.  Con Filomena Daraio, il tema cambia, il mare di Cinzia Gaudiano si fa montagna e natura. Così come dice  Rino Mele, ” quella di Filomena Daraio è la ricerca delle proprie radici, tradurre l’aridità della terra in esaltazione della natura. Con i cardi, gli sterpi, le montagne, si ha una cultura della memoria; lo sguardo cioè rende lieve ciò che è dolorosamente lontano;  una terra desolata, quella di Daraio, che ci riporta ad  Thomas Stearns Eliot, che mima foneticamente le gocce d’acqua sottolineando l’essenzialità e la lievità.”

Dopo l’analisi critica delle opere proposte, è stato il momento della degustazione del vino. Per questo appuntamento è stata scelta una cantina d’eccezione, stiamo parlando  dell’azienda agricola Fabio De Beaumont di Castelvetere sul Calore (AV).

La vinificazione della famiglia de Beaumont è tradizione antica, infatti, fin dal 1600 la famiglia, latifondista e feudataria, possedeva terreni destinati ad attività agricole e produttive. E’ nel 2013 che, coniugando tradizione ed innovazione, viene rivisitata un’antica ricetta di famiglia, dando vita ad un nuovo prodotto: il Don Fa, vino aglianico aromatizzato con sole foglie di amarena e fortificato con alcool e zucchero. Insieme ad altri prodotti , i De Beaumont propongono eccellenze completamente naturali composti da sole materie prime locali.

Un incontro iniziale, dunque, ricordando  l’importanza del nostro territorio, le splendide aziende esistenti ed i tanti artisti, messaggeri d’arte e di Bellezza.  Che VinArte 2018 abbia inizio!

                      

 

 

 

 

 

          

         

                

                   

Fotografie a cur dell’Associazione Culturale Colori Mediterranei

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