Buon Compleanno all’Osteria Canali, fiore all’occhiello di Salerno.

0
179

Sapori e cultura –

 

Nel cuore di Salerno c’è un’osteria dai sapori genuini ed autentici e dall’atmosfera intima che, proprio ieri, ha compiuto tredici anni d’attività grazie ad una travolgente Sabrina Prisco. Innanzi a me si aprono due spazi, nel primo un tempo sorgeva una sala da te che fungeva anche da fumoir, l’altro ambiente era adibito a locale per  incontri clandestini.  E penso a quanta vita sia passata, a quanto tutti sia cambiato. Adesso, invece,  qui, musica, teatro, libri, spettacoli radiofonici anni 50,fanno da cornice a delle ottime pietanze.

Qui sono giunta anch’io per dare un volto all’anima del rinomato locale salernitano.

Sabrina Prisco: i suoi occhi chiari, le sue mani sottili e gentili, parlano di passioni e pietanze , di scelte di vita e sacrifici. Una laurea in Scienze Politiche, vent’anni di pallavolo, la passione per il disegno e per i gatti: Eduardo, Totò, Peppino e Titina la malafemmina sono i suoi tesori a quattro zampe. Poi la malattia del padre l’avvicina al mondo AIL; dove cresce e si forma. Diviene Date Manager GIDM, (Gruppo Italiano Date Manager); con una formativa esperienza romana presso il gruppo GINEMA; (Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell’adulto), Project Manager nelle sperimentazioni cliniche settore oncologico. Non manca il brivido e l’avventura nella vita di Sabrina, come testimona la sua passione per il volo: pilota, infatti, anche  elicotteri ! Ama leggere per cui la TV in casa manca da quasi venti anni !Estro e creatività la portano a far parte del direttivo dell’associazione salernitana “Il porto delle Nebbie” e proprio la sua osteria diviene location d’incontri d’autore con scrittori di fama nazionale ed internazionale.

Qui sono stati, tra glia altri, Erri De Luca, Francesco Piccolo, Stefano Tura, Diego De Silva, Romano De Marco, Massimo Carlotto, Matteo Strukul… che non hanno esitato a lasciare traccia del loro passaggio con dediche e frasi sui muri.
Questa è stata l’estate della svolta, part time nel settore lavorativo di sempre, Sabrina con coraggio e determinazione decide passare dalla gestione dell’osteria anche alla cucina. Calamitata dai sapori della sua terra di origine, il Cilento, qui trascorre due mesi intensi decidendo di condividere quei sapori antichi con il mondo che in via dei Canali giunge proprio per lei, per gustare la sua cucina.

 

All’Osteria Canali tutto ruota intorno alla Dieta Mediterranea, ai piatti tradizionali cilentani, talvolta rivisitati con estro e creatività. Sabrina crea e prende spunto da ricette di famiglia, fa tesoro dei suggerimenti del cugino Raffaele Riccio, autore di “La cucina nel Cilento”, perché qui il senso di appartenenza alla propria terra è forte. E proprio rispolverando le vecchie ricette di famiglia si ritrova a compiere in cucina gli stessi gesti della madre, come lei stessa ha sottolineato, quel modo di sbucciare le melenzane per la parmigiana che ora viene così come veniva alla mamma. Sarà un caso che nel menù scorgo proprio la “Parmigiana di mammà”? Tra questi sapori antichi spicca la “Minestra strinta”, stretta, non brodosa, tanto gustosa da far nascere in rete un gruppo per i suoi estimatori!
All’osteria dei Canali la cucina cilentana la fa da padrona proponendo la “Zuppa di fagioli di Controne con cavati di castagne” e nel menù vengo attirata dal “Tortino di alici con ricotta di bufala e limoni”…ma non mancano ricette col tartufo bianco di Alba, gusti siculi con capperi, pomodori pachino secchi e pesce spada. Come dolci si rifornisce presso “Il Giardino dei Golosi” in via Nizza, per un successo assicurato! I vini sono cilentani, campani per ogni buon intenditore…

Sono sue le ricette che ritroviamo tra le pagine di alcuni romanzi dello scrittore partenopeo Maurizio De Giovanni, le pietanze proposte  da Tata Rosa del commissario Ricciardi, portano, infatti, la firma di Sabrina.
Il profumo inizia ad arrivare al tavolo dove ci siamo accomodate, mentre  mi racconta di sé e della sua osteria. La sua mente è vigile, così  Sabrina si alza per andare a controllare il suo sugo misto: tracchia, salsicce, braciola e cotica”- mi dice e sorride “ ovviamente con cavatelli fatti a mano”.!
In sala c’è Livia ad aiutarla con i clienti, da sempre.

Vedo i biglietti da visita dell’osteria: riproposizioni di carte napoletane con il logo a firma del creativo Ernesto Manzolillo.

                                     

 

Alle pareti foto di famiglia e lavori di Pio Peruzzini, per questo luogo d’incontro, crocevia di anime, “circolo culturale con angolo cottura” come ebbe a definirlo il professore Giulio, amico di Sabrina.
Perché ad attirare, è l’atmosfera intima, “la semplicità e l’altissima qualità dei prodotti” come la stessa Sabrina riconosce. Mi guardo intorno, ovunque omaggi floreali per i festeggiamenti di ieri sera per questi “primi 13 anni” tra cui un cadeau con peperoncini rossi, gialli e ancora verdi, un augurio di tanta, tanta fortuna…

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui