25 ottobre, Giornata Mondiale della Pasta

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-di Antonietta Doria-

La pasta è il piatto indiscutibilmente più amato dagli italiani, l’alimento più iconico della cucina italiana, piatto supremo della Dieta Mediterranea, riconosciuta patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’Unesco,  protagonista ogni 25 ottobre di una giornata creata ad hoc.

Era infatti il 25 ottobre 1995 quando a Roma si riunirono esperti di pasta di tutto il mondo, senza sapere che stavano ponendo le basi per una ricorrenza a livello mondiale che si sarebbe organizzata a Napoli nel 1998 e da qui, ogni 25 ottobre.

La giornata intende sottolineare come la pasta sia un alimento sano, sostenibile, in grado di soddisfare tutti i palati.

Pasta, abbreviazione dell’italiano pastasciutta, è presente nel continente euroasiatico fin dai tempi più remoti, diffondendosi dall’Estremo Oriente all’Italia. Dal tardo latino pàsta, dal greco pastè, farina mescolata con acqua e sale era già conosciuta ai tempi della Magna Grecia e dell’Etruria, veniva chiamata anche col termine greco làganon, di cui ci parla già Cicerone e con l’etimo makària, cibo beato, divenuto poi ‘maccari, poi maccaruni, maccaroni, fino al termine maccheroni dal verbo ammaccare, in riferimento alla lavorazione della pasta che si modella, si pressa, si impasta.

Secondo la leggenda pubblicata nel 1938 sul Macaroni Journal da un’associazione di industriali statunitensi e canadesi, fu Marco Polo nel 1292, di ritorno dalla Cina ad introdurre la pasta, farina mescolata con acqua e sale, nell’Occidente. La leggenda aveva la finalità di nobilitare la pasta agli occhi dei consumatori americani, facendola percepire come alimento più internazionale non legato ai ghetti italiani, agli immigrati ed alla malavita.

Pasta, dunque, perché “la vita”, come sosteneva Federico Fellini, ” è una combinazione di pasta e magia…”

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