Il doppio cognome: motivazioni e regole

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di Michele Bartolo-

La Corte Costituzionale ha depositato il 31/05/2022 le motivazioni della clamorosa sentenza n.131 annunciata il 27/04/2022, secondo la quale i figli prenderanno il cognome di entrambi i genitori.

Si tratta di una svolta e in questo articolo scriveremo quali sono le regole per il doppio cognome ai figli. In ottemperanza alle recenti decisioni della Corte Costituzionale, ai bambini al momento della nascita dovrà essere dato il cognome del padre e il cognome della madre. Spetterà ai genitori a stabilire in quale ordine, se prima quello del papà e poi quello della mamma o viceversa.

La Consulta ha affermato che i genitori potrebbero anche decidere di dare al figlio esclusivamente il cognome della madre oppure quello del padre, come sinora è stato fatto. In questo modo, anche il cognome, come il nome, lo dovranno decidere i genitori, con l’unico limite di non potere inventare un cognome a loro piacimento. Rappresenta una sorta di punto di non ritorno segnato dalla Corte e il  Parlamento dovrà partire da qui per regolare alcuni aspetti e sciogliere dei nodi, come quello relativo alla possibilità, per i cognomi composti, di utilizzare unicamente una parte o la trasmissione dell’intero cognome alla generazione successiva.

Nella sentenza citata, come tutti ricordiamo, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime le norme che attribuivano ai figli  in modo automatico il cognome paterno, anziché prevedere che il nuovo nato dovesse assumere i cognomi dei genitori, nell’ordine dagli stessi concordato e fatta salva la diversa determinazione di attribuire esclusivamente il cognome di uno di loro. Nelle motivazioni poste alla base di questa scelta rivoluzionaria, il Supremo organo di garanzia costituzionale evidenzia, tra l’altro, che l’attribuzione automatica del cognome paterno “si traduce nell’invisibilità della madre” ed esprime “una diseguaglianza tra i genitori, che si riverbera e si imprime sull’identità del figlio”.

L’antico retaggio patriarcale rappresenterebbe una violazione del principio di uguaglianza, come sancito dall’articolo 3 della Costituzione e anche del principio solidaristico espresso dall’articolo 2 della Carta costituzionale, nonchè dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’uomo. Se non si dovesse arrivare a redigere un accordo tra i genitori, spetterà al giudice  stabilire quale, o quali, cognomi dei genitori attribuire al figlio.

La Corte Costituzionale, inoltre, ha auspicato una tempestiva presa di posizione del legislatore, al fine di  impedire che l’attribuzione del cognome di entrambi i genitori comporti, nel succedersi delle generazioni, un meccanismo moltiplicatore che andrebbe a ledere la funzione di identità del cognome.

Si vuole evitare il rischio, cioè, che con il passare delle generazioni i cognomi progrediscano in modo esponenziale (2, 4, 8, 16, 32, 64 e via di seguito). A questo proposito si renderà necessaria una legge per mettere un limite ai cognomi multipli, fissando un massimo e stabilendo, ad esempio, che un figlio non possa avere più di due cognomi.

Nel frattempo, la Consulta ha suggerito che, se un genitore ha un doppio cognome, per trasmetterlo al figlio dovrebbe scegliere quello dei due che rappresenti il suo legame genitoriale, sempre che i genitori non scelgano di attribuire il doppio cognome di uno di loro, risolvendo in questo caso subito  la questione. Non deve essere neanche trascurato “l’interesse del figlio a non vedersi attribuito un cognome diverso da quello di fratelli e sorelle”, perché questo comprometterebbe la sua “identità familiare”. In relazione a questo, i giudici costituzionali consigliano che si possa riuscire a stabilire “che la scelta del cognome attribuito al primo figlio sia vincolante rispetto ai figli successivi della stessa coppia”.

La declaratoria di illegittimità costituzionale  delle norme sull’attribuzione del cognome paterno al figlio avrà efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale nella Gazzetta Ufficiale. Le regole si dovranno applicare ai casi nei quali ai figli non sia stato ancora assegnato il cognome, mentre coloro ai quali sia stato attribuito potranno presentare richiesta di modifica dello stesso.

 

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