Sostenibilità energetica, Sydney esempio virtuoso

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Australia, esempio  green per il vecchio continente-di Vincenzo Iommazzo-

In tempi di pandemia persistente e di progetti di nuovi modelli di sviluppo sostenibile, uno spunto viene dal continente australe. Sydney, capitale del Nuovo Galles del Sud, conosciuta soprattutto per la Sydney Opera House, la struttura vicina al porto dalla caratteristica forma di vela, ha annunciato che alimenterà i suoi 23.000 lampioni e 115 tra edifici pubblici, piscine, impianti sportivi, depositi e lo storico municipio, con energia rinnovabile al 100% da fonti locali.

La transizione verso l’energia pulita della città è resa possibile da un contratto di acquisto di energia  (Power Purchase Agreement – PPA) del valore di 60 milioni di dollari stipulato tra la sindaca Clover Margaret Moore e il rivenditore australiano Flow Power. L’accordo decennale assicura al Comune della città un risparmio annuo di più di mezzo milione di dollari sulle bollette della luce e l’abbattimento di 20.000 tonnellate (sempre all’anno) di emissioni inquinanti corrispondenti alla potenza utilizzata da 6.000 famiglie medie.

Sydney aveva messo in campo iniziative green sperimentali già a partire dal 2016, come l’adozione di lampade a led e l’installazione di pannelli solari su una trentina di edifici municipali, nel quadro di un piano articolato per ridurre le emissioni di carbonio del 70% entro il 2030. La città calcola che il PPA siglato qualche mese fa, l’aiuterà a raggiungere l’obiettivo sei anni prima del previsto.

“Entro la metà del 2021 – aggiunge il Sindaco – prevediamo di avere oltre 7.800 pannelli solari sui tetti dei nostri edifici. Man mano che il mix di stoccaggio e generazione sulla rete elettrica cambia, le soluzioni solari potrebbero fornire affidabilità e resilienza alla nostra rete elettrica e potenzialmente prevenire i blackout”.

Molto importanti e motivo di consenso nell’opinione pubblica del paese le disposizioni per sancire che le fonti di energia rinnovabile da utilizzare debbano essere quanto più possibile locali,  incentivando opportunità di sviluppo economico e aumento di posti di lavoro per i cittadini.

Per fornire energia pulita il PPA utilizza elettricità prodotta da tre impianti alimentati da fonti rinnovabili: un parco eolico per i tre quarti del fabbisogno e due parchi solari per il restante.

Il parco eolico Sapphire Wind Farm, nella contea di Inverell sede del Consiglio regionale, si presenta attualmente come il più grande della regione, di potenza pari a 270 MW generata da 75 turbine dislocate ad altezze opportune.

La scelta di approvvigionare energia da fonte eolica, è legata all’alimentazione dei 23.000 lampioni che illuminano le notti dei cinque milioni di abitanti della più popolosa città dell’Australia. Come è noto, a differenza del sole, il vento soffia anche di notte: per questo l’eolico ha più possibilità di adattarsi al carico richiesto.

Per il completamento delle necessità, Sydney ha deciso invece di affidarsi a due parchi dotati di pannelli bifacciali capaci di assorbire l’energia solare su entrambi i lati nel corso della giornata. Per uno dei due, all’Ente pubblico si è affiancata Repower Shoalhaven, impresa senza scopo di lucro che per l’occasione ha sviluppato una soluzione energetica sostenibile al servizio di 1.500 abitazioni.

Ma i 5 milioni di sydneysiders (gli abitanti di Sydney) sono testimoni di un progetto ancora più ambizioso. Lo annuncia Allan Jones (Chief Development Officer of Energy and Climate Change di Sidney): ridurre del 70% le emissioni nocive entro il 2030. Come? Con una serie di interventi, tra cui l’alimentazione al 100% da energie green dei sistemi di elettricità, riscaldamento, condizionamento e trasporto pubblico, in parte sul modello di Copenaghen.

Gli step per arrivare al raggiungimento di questo ambizioso, ma entusiasmante traguardo comprendono energia elettrica derivante almeno al 30% da eolico e fotovoltaico, l’impiego di generatori alimentati a biomasse, produzione a km. zero ovvero nelle vicinanze delle aree di utilizzo per minimizzare le perdite nelle fasi di trasmissione o gli imprevisti meteorologici.

Infine la risposta alla domanda che si immagina aleggiare sui lettori dal primo capoverso del presente articolo: da dove provengono i  finanziamenti? La città di Sydney assicura che sono a carico quasi tutti del settore privato, alle istituzioni resta solo l’onere del 10%. Se lo sostiene la prestigiosa metropoli di un paese noto come grande utilizzatore ed esportatore di carbone, ma anche aperto a sperimentazioni innovative, c’è da essere ottimisti sulla validità delle buone pratiche che stanno maturando nell’emisfero australe e da cui potremmo prendere esempio.

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