Sabato 18 a Napoli Flash Mob per la raccolta delle cicche

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Il mozzicone, questo conosciuto (e mai raccolto)- di Vincenzo Iommazzo-

Sono passati tre anni dall’entrata in vigore della legge sulla Green economy che introduceva misure di contrasto all’abbandono per strada di cartacce, scontrini, chewing gum e mozziconi di sigaretta, ma non se ne vedono gli effetti. Le norme prevedono sanzioni decise con multe da 30 a 300 euro per i cittadini scorretti e stabiliscono che i Comuni debbano provvedere a installare nelle strade, nei parchi e nei luoghi di alta aggregazione sociale appositi raccoglitori per la raccolta dei mozziconi dei prodotti da fumo.

Forse, come sa bene chi è abituato a guardarsi intorno, non c’è legge meno applicata in Italia di quella citata e cicche di ogni genere si vedono abbandonate al suolo, nelle aree verdi, sulle spiagge, sui litorali e in mare attraverso fognature e scarichi.

Come certificato da autorevoli e numerosi studi il fenomeno rappresenta un pericolo per la salute umana e per l’ambiente. Nei filtri dei mozziconi che impiegano anni per decomporsi e sono difficili da raccogliere, restano presenti decine di sostanze cancerogene con impatto devastante per la salute umana e l’ambiente, soprattutto marino: studi condotti da organismi sovranazionali stimano che ogni anno nel mondo vengono prodotti circa 5.500 miliardi di sigarette, 4.950 miliardi delle quali con il filtro, di cui una settantina di miliardi in Italia.

Ma se si rivela difficile convincere i fumatori a non inquinare, pochissimi  Comuni hanno provveduto ad installare raccoglitori in luoghi opportuni e ancora meno si ha notizia di un altro adempimento di legge, questa volta in capo ai produttori i quali in collaborazione con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare dovrebbero  attuare campagne di informazione, al fine di sensibilizzare i consumatori sulle conseguenze nocive per l’ambiente derivanti dall’abbandono dei mozziconi dei prodotti da fumo.

Non stanno con le mani in mano, invece, le associazioni ambientaliste che cercano di salvaguardare la salute pubblica con periodiche campagne di pulizia di parte dei territori accoppiate a incontri di sensibilizzazione dei volontari e dei cittadini che desiderano essere informati.

A Napoli sabato 18 maggio dalle ore 16 in piazza San Domenico Maggiore un Flash-mob accende i riflettori sul letale fenomeno delle cicche disperse nell’ambiente e chiama a raccolta i cittadini per una pulizia volontaria dei luoghi. L’evento è organizzato dalle associazioni Retake Napoli, WWF Napoli, Prendi 3 e Let’s do it Italy, ispirate agli omologhi Leo Not Happy di Bruxelles di cui ripercorreranno la formula della raccolta di massa lungo le vie del centro divisi in gruppi che si ritroveranno in chiusura per ascoltare le parole del prof. Giuliano Bonanomi docente della Università Federico II che illustrerà i risultati della prima ricerca mondiale sugli effetti della degradazione delle cicche nell’ambiente.

Ci si augura che la manifestazione possa smuovere le coscienze di molti “tabagisti” poco accorti e costituire un passo efficace verso il corretto conferimento dei rifiuti e la necessità e convenienza di salvaguardare ogni bene comune.

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