Proposte ambientaliste per la XVIII Legislatura

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La riconversione ecologica del Paese- di Vincenzo Iommazzo-

Mentre partiti e leader cercano faticosamente un’intesa per formare il nuovo governo, le associazioni ambientaliste hanno elaborato un’agenda di proposte che potrebbero fare da base al programma di qualsiasi esecutivo che dovesse nascere.
Si parte dalla considerazione che l’Italia deve contribuire alla concretizzazione dell’Agenda 2030 con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile che tutti i paesi del mondo hanno sottoscritto alle Nazioni Unite nel 2015.
Diventa perciò fondamentale, da un lato, ridurre consumi non necessari, a cominciare dalla progressiva eliminazione dei materiali “usa e getta” (carta, plastica), in particolare nel packaging, e, dall’altro, agire sui processi produttivi conducendoli a imitare la caratteristica “circolare” insita nei comportamenti della natura per contenere o eliminare scarti, rifiuti e inquinamento.

Non si parte da zero: lo conferma il rapporto Green Italy 2017 curato dalla Fondazione Symbola e Unioncamere in cui si ricorda che sono 355 mila le imprese italiane dell’industria e dei servizi che hanno investito in prodotti e tecnologie green nel periodo 2011-2016, o che hanno previsto di farlo entro la fine del 2017.
L’Agenda Ambientalista 2018 con le sue proposte vuole costituire un contributo alla riconversione ecologica del Paese rivolto alle forze politiche che si sono affrontate nella recente campagna per le elezioni nazionali e in vista del confronto sul programma del nuovo Governo con il Presidente del Consiglio che verrà incaricato.

Ventitré sono le associazioni promotrici dell’Agenda Ambientalista 2018: si va da quelle più conosciute dal grande pubblico come Legambiente, WWF, Greenpeace, Italia Nostra, Marevivo, Slow Food Italia, ENPA, LIPU, a quelle altrettanto dedite da anni all’impegno ecologico, quali Accademia Kronos, AIIG, Associazione Ambiente e Lavoro, CTS, Fare Verde, Federazione Pro Natura, FIAB, Forum Ambientalista, Gruppo di Intervento Giuridico Onlus, Gruppi Ricerca Ecologica, Mountain Wilderness, Rangers d’Italia, SIGEA, TCI, VAS.
Ed ecco, per sommi capi, gli argomenti e le relative proposte/richieste:

ENERGIA E CLIMA: approvare entro i primi 100 giorni gli strumenti regolatori e legislativi per dare attuazione alla fuoriuscita dall’utilizzo del carbone nella produzione elettrica entro il 2025, come previsto dalla Strategia Energetica Nazionale.

TRASPORTI E INFRASTRUTTURE: definire un Piano nazionale della mobilità che abbia come priorità la diffusione della mobilità elettrica, attraverso la creazione di una infrastrutturazione adeguata e interventi organici nelle aree urbane, privilegiando le scelte relative alla mobilità dolce, in particolare quella ciclistica.

VALUTAZIONI AMBIENTALI: stabilire che la procedura di VIA venga effettuata
sul progetto definitivo; i membri della Commissione VIA siano selezionati attraverso procedure di evidenza pubblica che valutino la specializzazione e la competenza dei candidati assicurando la terzietà e l’indipendenza della Commissione; sia definito un quadro sanzionatorio proporzionale all’eventuale danno arrecato nei confronti di chi abbia realizzato progetti senza la procedura di VIA o non rispettando le prescrizioni ambientali.

CONSUMO DEL SUOLO: dotare il Paese di una normativa che stabilisca essere il suolo una risorsa non rinnovabile e Bene Comune, vieti il mutamento di destinazione d’uso per le superfici agricole che hanno beneficiato di aiuti dall’Unione Europea, renda obbligatorio il censimento su scala comunale degli edifici e della aree dismesse, vincolante rispetto alla pianificazione di consumo di nuovo suolo, punti sulla leva fiscale per privilegiare la riqualificazione e la rigenerazione urbana.

DIFESA DEL SUOLO: sostenere e rafforzare la manutenzione del territorio attraverso forte integrazione tra i soggetti istituzionali per condividere i dati e le informazioni di base sulle aree più pericolose e vulnerabili al rischio del nostro paese e concordare, in modo mirato, le priorità di intervento.

USI CIVICI: realizzare una carta nazionale delle terre civiche e un censimento dei demani civici (boschi, coste, pascoli, terreni agricoli, zone umide) illegittimamente occupati da soggetti senza titoli validi e/o destinate a utilizzi impropri, atteso che le aree di interesse collettivo coprono presuntivamente nel nostro Paese una superficie di oltre 5 milioni di ettari.

BONIFICHE: definire una strategia nazionale per garantire l’avvio concreto degli interventi di bonifica dei siti inquinati; istituire un fondo nazionale per le bonifiche dei siti orfani, a partire dal contributo economico dei produttori di rifiuti speciali e pericolosi, uno strumento già attivo negli Stati Uniti d’America dal 1980 (Superfund).

RIFIUTI: riformare le politiche di prevenzione, adottando un piano nazionale capace di coordinare i progetti degli enti territoriali contestualmente ad una ricognizione dei programmi adottati a livello regionale; imporre obiettivi minimi di prevenzione e riciclaggio dei rifiuti, da raggiungere attraverso una impiantistica adeguata; introdurre la cauzione sugli imballaggi monouso, contribuendo così al superamento del fenomeno dell’inquinamento (littering) e della dispersione dei rifiuti nell’ambiente.

BIODIVERSITA’ ED AREE PROTETTE: preparazione e realizzazione entro il 2020 della terza Conferenza Nazionale sui Parchi e le altre aree naturali protette per rilanciare la missione prioritaria della conservazione della natura; garantire l’attuazione delle 15 azioni previste dal “Piano d’azione per la natura, i cittadini e l’economia” della UE con un adeguato coinvolgimento dei portatori d’interesse; incrementare di almeno 40 milioni le risorse nel capitolo di bilancio del Ministero dell’Ambiente per la gestione ordinaria delle aree protette nazionali terrestri e marine, che oggi destina a questo scopo circa 80 milioni di euro.

MARE: dichiarare una lotta senza quartiere contro gli illeciti, dando piena attuazione al Regolamento comunitario teso a prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN) nelle acque comunitarie e internazionali, oltre a dare piena attuazione alla strategia europea sulla riduzione della plastica, con il duplice obiettivo di tutelare l’ambiente e il mare e di porre le basi per una nuova economia circolare.

MONTAGNA: prevedere misure adeguate per uno sviluppo legato alla conservazione dell’ambiente e in questo quadro adottare interventi specifici per i territori dei Parchi Nazionali dei Monti Sibillini e del Gran Sasso-Monti della Laga fortemente colpiti dal terremoto del 2016. Per l’arco alpino garantire una tutela rigorosa delle Dolomiti, oggi “patrimonio dell’umanità”, anche con riferimento agli eventi sportivi che si svolgeranno a Cortina d’Ampezzo nel marzo 2020 e nel febbraio 2021.

BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI: intervenire su quelle disposizioni mirate a bypassare la pianificazione urbanistica, l’autorizzazione paesaggistica delle Soprintendenze e i vincoli sugli immobili demaniali, oltre a quelle volte alla semplificazione delle procedure autorizzative della Conferenza dei servizi; promuovere un’azione inter-ministeriale (Mibact, Mipaaf, MinAmb) volta a definire una strategia integrata per i territori, la natura e i paesaggi, che miri a inserire i nostri beni naturalistici e culturali in un disegno più organico e completo di legame con il territorio facendo riferimento ai molteplici strumenti messi a punto a tal fine negli altri Paesi (ad esempio Carte del Paesaggio o del Territorio in Francia; Statuto dei Luoghi in Gran Bretagna, ecc.).

AGRICOLTURA: conciliare agricoltura ed ecologia sostenendo in sede europea una radicale riforma della Politica Agricola Comune (PAC) post 2020 che promuova un nuovo modello di agricoltura basata sui principi dell’agroecologia ed affronti con maggiore efficacia le sfide ambientali in ambito rurale quali ad es. perdita di biodiversità e ripristino degli ecosistemi, mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, gestione sostenibile delle acque e del suolo.

TURISMO E AMBIENTE: far crescere qualitativamente l’offerta, attraverso la redazione di un Piano nazionale per consentire alle imprese di riposizionarsi e di sperimentare progetti di rete che impegnino gli operatori in percorsi condivisi e di crescita comune tesi a valorizzare la qualità e la sostenibilità ambientale dell’offerta turistica, delle strutture ricettive e le vocazioni dei territori, con particolare attenzione alle aree naturali protette.

MINISTERO DELL’AMBIENTE: garantire una maggiore capacità di manovra al Ministero dell’Ambiente portando il suo bilancio annuale dagli attuali 880 milioni ad almeno 1.200 milioni di euro l’anno (come nel 2009), per consentire di avere maggiori risorse da destinare a interventi e investimenti, in particolare alle aree protette, alla difesa del suolo, alla manutenzione del territorio e all’adattamento ai cambiamenti climatici e riducendo così la quota del bilancio del Ministero destinata al semplice funzionamento della struttura amministrativa (che ammonta a 104 milioni di euro, equivalenti a circa il 12% del bilancio nel suo complesso); rafforzare e qualificare la struttura amministrativa del ministero, che oggi vede per ogni dipendente (poco più di 500) un consulente proveniente dalla

SOGESID SpA (circa 500), più altri 200 consulenti e registra un deficit di 10 dirigenti: dei 33 dirigenti previsti in pianta organica ce ne sono 23.

INFORMAZIONE, EDUCAZIONE, FORMAZIONE E PARTECIPAZIONE AMBIENTALE: per ultimo viene considerato l’aspetto più importante dell’agenda. Introdurre l’educazione per l’ambiente e per la sostenibilità (EAS) nei piani di studio della scuola e farne un elemento di attenzione nell’attività di orientamento al lavoro; realizzare campagne nazionali di educazione e informazione ambientale su alcune tematiche importanti quali, ad esempio, cambiamenti climatici e dei cicli bio-geo-chimici, consumo di risorse naturali e del suolo, valore della biodiversità, convivenza con la natura selvatica, ecc.; promuovere un ampio programma di formazione della Pubblica Amministrazione che riguardi i temi della sostenibilità, dell’economia circolare e dell’innovazione nella governance, favorendo – e questo è lo snodo fondamentale – la corretta informazione e partecipazione attiva dei cittadini.
Vaste programme? C’è chi sostiene invece che rappresenti il minimo impegno per la riqualificazione in senso ambientalista del nostro paese e, in ultima analisi, per contribuire con l’esempio alla sostenibilità della vita sul pian

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