Oggi “Urban Nature WWF”

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In città salute a rischio senza biodiversità- di Vincenzo Iommazzo

Quando un bambino riesce a citare a menadito i nomi di tutti i personaggi di un gioco di carte come Pokemon, o le mosse che deve fare per vincere un videogame, ma può a malapena distinguere l’erbaccia dai fiori di campo, cominciano i guai. Lo afferma l’americano Richard Louv, famoso autore di testi pedagogici, alcuni dei quali diventati best seller, in cui sostiene che molti disturbi del comportamento presenti nei bambini dipendono dal mancato rapporto con la natura, una sorta di “Nature Deficit Disorder”.

In effetti la popolazione urbana, secondo le stime più recenti è in continua crescita e nel 2050 costituirà l’80% della popolazione totale. Soprattutto per ragazzi e bambini, il contatto con il verde urbano è spesso l’unica occasione per vivere la natura nel quotidiano. Parchi e giardini hanno un ruolo fondamentale nel contrastare il “deficit di natura” di cui può soffrire l’essere umano, particolarmente in età evolutiva, confinato in un ambiente artificiale. Uno studio del 2008 della Columbia University ha correlato, per esempio, i tassi di asma infantile con la densità di alberi per le strade. I risultati indicano che la presenza di 343 alberi per chilometro quadrato riduce del 25% l’incidenza della malattia in ambito urbano.

In Gran Bretagna i ragazzi dagli 11 ai 15 anni spendono, in media, la metà del loro tempo attivo davanti a uno schermo. Negli ambienti urbani a partire dagli anni settanta, l’area in cui i bambini possono vagare senza sorveglianza è diminuita di quasi il 90%, la qualità dell’aria è peggiorata e lo stile di vita è diventato ancora più sedentario. La mancanza di contatto con l’ambiente naturale, sta provocando l’aumento di patologie dell’infanzia come obesità, rachitismo, asma, allergie e comporta in aggiunta disattenzione, svogliatezza, noia, persino ansia e depressione.

Un ambiente urbano in buona salute è capace di ‘regalare’ bellezza, benessere, protezione, aria e acqua pulita e perfino cibo: è quanto si propone di dimostrare il WWF con la prima edizione di URBAN NATURE. L’evento nazionale dedicato alla natura in città ha l’obiettivo di coinvolgere i cittadini nell’esplorare, conoscere e ‘ricostruire’ la biodiversità delle metropoli, laddove sia assente o poco curata.
L’invito è quello di imparare ad arricchire le città di un diverso ambiente in cui i bambini soprattutto, ma anche tutti gli abitanti, siano incoraggiati a diventare attori della conservazione degli ecosistemi, a trarne vantaggio, a diventarne conoscitori, migliorando il tenore vita e la preservazione degli habitat.

Questo obiettivo è nelle possibilità di ciascun cittadino, a cui il WWF presenta un apposito vademecum fai da te contenente le iniziative da intraprendere nei terrazzi e giardini privati, nelle scuole o negli uffici, come creazione di veri e propri B&B per animali selvatici, piccoli orti, tetti verdi e verticali, piccoli stagni, compost e così via.

L’elenco degli appuntamenti, tutti gratuiti, è ricchissimo, con più di cento eventi in oltre 50 città italiane. A Roma quello centrale animerà il parco di Villa Borghese, ma rispondono all’appello in Campania anche le città di Napoli nel parco dei Camaldoli, Avellino, Caserta, Angri, Sant’Agnello. Sono previste attività come visite guidate tematiche, caccia al tesoro, spettacoli e animazioni per bambini, laboratori didattici e creativi, mostre fotografiche, passeggiate alla scoperta del verde cittadino, liberazione di animali e tanto altro alla presenza della mascotte del Panda.
Le esplorazioni tendono a dimostrare che la natura negli spazi cittadini si nasconde ovunque, non solo nei parchi urbani, ma anche nelle piazze, nei giardini di scuola, sui ruderi o sui tetti delle stazioni, nei giardini condominiali fino al balcone di casa. Ma la biodiversità delle città è soprattutto legata alla vegetazione presente, arbusti e alberi, a volte monumentali, che rigenerano ogni giorno l’aria che respiriamo e che vanno gelosamente curati.

“Le città sono un grande organismo vivente, seppure artificiale – dichiara Donatella Bianchi presidente del WWF Italia – la cui vita è analoga a quella di un ecosistema all’interno del quale noi cittadini condividiamo spazi urbani con molte specie che cercano cibo, luoghi più caldi durante l’inverno o semplicemente rifugio, lontani dai predatori. I nostri palazzi o monumenti sono dei piccoli habitat così come le sponde dei fiumi, i laghetti, gli orti e perfino gli aeroporti. Il fatto che la natura selvatica viva accanto a noi va considerato una fortuna perché questa è alla base della nostra sopravvivenza. Gli animali con cui condividiamo gli spazi urbani sono un segnale del benessere delle città e di noi tutti”.

 

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