La Campania va in fumo

0
46

Attacco al territorio-

Negli ultimi anni e questa estate in particolare, il problema degli incendi boschivi ha raggiunto una tale gravità da assumere proporzioni patologiche. Non si esagera concordando con chi ritiene che l’attacco al territorio sia paragonabile a quello delle Torri Gemelle o alla distruzione della antica Biblioteca di Alessandria d’Egitto . Negli ultimi anni le notizie dei danni sono riportate dalla stampa con immediato rilievo, ma con altrettanta grande velocità vengono rimosse dalla memoria collettiva.

Stavolta non può esservi dubbio sulla volontà criminale di eliminare enormi estensioni di vegetazione e fauna, causando rischi idrogeologici, frane e pericoli per la popolazione, ma ciononostante non si assiste ad una urgente mobilitazione istituzionale per organizzare in via definitiva una seria e stabile prevenzione, troppo tardi per l’oggi, ma indifferibile per il futuro anche prossimo.

Ne è convinta Legambiente Campania che dichiara: “Dal Vesuvio al Cilento, passando per la collina di Posillipo, ormai è una vera mattanza ambientale. Contro i ladri di futuro, i criminali incendiari, occorre fare delle scelte, stabilire delle priorità: la lotta agli incendi lo è. Si sta combattendo una guerra che in più’ di un mese ha mandato in fumo nella nostra regione ben 2461 ettari di superfici boschive, pari all’ 84% del totale della superficie bruciata in tutto il 2016. Cosa altro si aspetta per renderla a tutti gli effetti una vera emergenza nazionale che deve richiamare alla responsabilità l’intera filiera politico-istituzionale del nostro Paese? Contro questa mattanza ambientale in atto serve coordinamento e un impegno effettivo da parte di tutti i diversi soggetti che hanno un ruolo a livello nazionale e territoriale nell’antincendio boschivo. Per quanto la Protezione Civile nazionale stia facendo da settimane un ottimo lavoro e stia mettendo in campo un impegno notevole su tutti i fronti, è fondamentale che venga rafforzata, che non venga lasciata sola e che si lavori in piena sinergia fino ad ora mancata. È fondamentale che vi sia una concreta assunzione delle proprie responsabilità, in primis da parte di Regioni e Governo, altrimenti il fuoco rischia di avere la meglio. Insomma è necessario un fronte di civiltà comune, fare presto e bene. Non si può più scherzare con il fuoco.”

Occorre far uscire il Paese da una cultura che ha un’idea approssimativa dell’Ambiente e che partecipa al suo degrado in molti modi, inconsapevolmente o, sempre di più, deliberatamente. E’ di fondamentale importanza, per la sopravvivenza della specie e degli habitat, la capacità di insegnare a conoscere e monitorare il territorio a partire dalla scuola dell’obbligo fino all’aggiornamento continuo di chi opera in campo forestale. Occorrono piani simili e coordinati con quelli approntati per fronteggiare il rischio sismico e vulcanico.

Finalmente rilevante deve diventare l’attenzione posta alla prevenzione intesa come l’insieme delle attività destinate a incidere sulle cause di innesco e a contenere le superfici a rischio e le conseguenze degli incendi. Fino ad oggi, non nascondiamolo, prevale l’impegno verso la predisposizione dell’apparato di difesa e di estinzione dei processi in atto, enumerando perfino con un certo orgoglio la quantità di elicotteri, di canadair, di mezzi e strumenti terrestri e di personale impegnato che però non basta mai.

Non aiuta la frammentazione di competenze tra organi centrali e periferici, al momento resa più evidente dalla recente riforma del Corpo Forestale dello Stato non ancora andata a regime. Anche il WWF chiede di attivare immediatamente un controllo capillare del territorio e che venga aggiornato il catasto degli incendi previsto dalla legge quadro 353/2000.

Ornella Capezzuto, presidente di WWF Napoli, dichiara a proposito: “Gli incendi mettono a serio rischio la sicurezza di migliaia di cittadini e turisti oltre a quella degli animali che abitano e nidificano nei boschi, provocano danni enormi alla collettività, a cominciare dal costo delle migliaia di ettari di capitale naturale persi per sempre. Siamo in presenza di una situazione limite, per questo è necessario provvedere al monitoraggio e controllo di ogni metro quadro di superficie a rischio, eventualmente ripristinando una sorta di servizio civile per evitare l’altissimo onere che comporta lo spegnimento e il ripristino del territorio”.

Si può sperare che il fuoco torni ad essere un elemento naturale sottratto agli dei dal mitico Prometeo per donarlo agli uomini e non una incombente minaccia per l’umanità?

Vincenzo Iommazzo

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui