#IoSonoMare: conoscenza e sensibilizzazione per la tutela del mare

Maggio 4, 2019 0 Comments Ambiente 224 Views
#IoSonoMare: conoscenza e sensibilizzazione per la tutela del mare

#IO SONO MARE- di Vincenzo Iommazzo-

Ottomila km. di costa, molta parte con balneabilità eccellente, ma anche con dati che mettono in evidenza situazioni abbastanza allarmanti. Ha preso il via in Italia #IoSonoMare, una grande sfida per incrementare e integrare la raccolta dei dati in corso da anni con lo scopo di attuare forme sempre più concrete e mirate di tutela del Mediterraneo.

Un calendario di eventi sul territorio nazionale si è inaugurato l’11 aprile, in occasione della “Giornata del mare e della cultura marina”, e si concluderà dopo otto mesi, il 2 dicembre, con la 21° Conferenza delle Parti della Convenzione di Barcellona per la Protezione del Mar Mediterraneo dall’inquinamento, a Napoli, città  scelta come cuore del Mare Nostrum per parlare di blue economy, clima, biodiversità e sviluppo sostenibile.

La campagna #IoSonoMare nasce dalla volontà di raccontare ai cittadini lo stato del mare, ma soprattutto quanto lo Stato fa per il mare. È giusto e importante che i risultati delle indagini vengano condivisi e diventino patrimonio di tutta la collettività  sostiene il sottosegretario del Ministero Ambiente Salvatore Micillo; i prossimi saranno i mesi del mare, coinvolgeremo Università ed Enti di ricerca e daremo evidenza a tutte le esperienze raccolte attraverso le attività di studio e controllo dei nostri mari.”

Le linee di intervento riguardano la conservazione e valorizzazione delle specie e delle risorse che il mare custodisce attraverso la tutela delle 29 Aree Marine Protette istituite in Italia, la tutela della biodiversità ed il raggiungimento degli obiettivi al 2020 della direttiva europea Marine Strategy. Non solo studio e monitoraggio dell’ambiente marino, quindi, ma specialmente individuazione di misure che possano servire a migliorare o risolvere le criticità. In squadra, oltre al Ministero dell’Ambiente, si trovano allineate ISPRA, le Regioni, le ARPA costiere e le Aree Marine Protette.

Con il supporto del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, saranno organizzate giornate di presentazione al pubblico dei risultati del monitoraggio a livello nazionale, focalizzando poi l’attenzione sullo stato di qualità degli ambienti marini di ciascuna regione e su tematiche specifiche dei diversi territori. Non solo, la campagna #IoSonoMare si affianca a quella ormai nota Plastic Free e al Decreto Salvamare, quest’ultimo fortemente voluto dal ministro Costa che toglie l’etichetta di “speciali” ai rifiuti tirati su giornalmente con le reti e permette ai pescatori di consegnarli senza complicazioni nei porti laddove se ne potrà trarre addirittura una sorta di economia circolare. Esperimenti già eseguiti hanno permesso di quantizzare in circa il 50% del pescato la mole dei rifiuti e questo fa capire quanto sia urgente tramutare il decreto in legge.

Sarà pubblicata sui siti del Ministero e di ISPRA l’agenda degli eventi che si svolgeranno fino a dicembre; si segnalano, tra i prossimi, il workshop del 9 maggio a Genova all’interno di Slow Fish e a giugno un convegno ISPRA a Napoli che illustrerà dati e risultati di ricerca, ad esempio quelli legati alle emergenze da sversamento di inquinanti in mare, ai controlli sulle piattaforme petrolifere, progetti di didattica e di scuola/lavoro. Il programma completo delle attività punta a realizzare una banca dati che consentirà di  avere chiare quali sono le criticità su cui intervenire con provvedimenti normativi e campagne di sensibilizzazione al fine di attenuare l’allarme prodotto da 150 milioni di tonnellate di rifiuti (per il 95% di plastica) vaganti o stanziali in mare.

“I risultati del monitoraggio della Strategia Marina effettuato in Italia”, interviene Stefano Laporta, Presidente ISPRA e SNPA,“ mostrano un quadro non difforme da quello degli altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Poiché il mare non ha confini, il problema va quindi affrontato insieme a tutti gli Stati coinvolti. L’Istituto, insieme al Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, è già operativo e siede nei tavoli tecnici internazionali, istituiti per trovare soluzioni che consentano di raggiungere obiettivi condivisi. Per usare una simbologia efficace, siamo tutti sulla stessa barca e occorre remare insieme per procedere

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