Forum Rifiuti 2016

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L’ECONOMIA DIVENTA CIRCOLARE-

Oggi anche i più giovani, ed è una fortuna, sembra che stiano maturando il concetto che il modello tradizionale di economia, basato sulla presunta disponibilità illimitata di risorse, non può funzionare.

Il “prendi, trasforma, usa e getta” consuma le risorse del pianeta e minaccia la sopravvivenza della specie. Da qui l’interesse per la cosiddetta “economia circolare” che fa della auto-rigenerazione il proprio obiettivo. Mira all’ uso delle energie rinnovabili, a minimizzare, tracciare ed eliminare le sostanze chimiche tossiche, ad eliminare la produzione di rifiuti e sprechi.

L’idea risale alla metà degli anni ’70 e da allora si sono moltiplicate le sperimentazioni e le ricerche sul tema fino ad arrivare nel 2015 ad un pacchetto di misure adottato dalla UE per incentivare la transizione dell’Europa verso il nuovo modello di economia. Le norme pubblicate tendono a rafforzare la competitività del nostro continente a livello mondiale, a stimolare la crescita economica sostenibile e a creare nuovi posti di lavoro.

Per fare il punto sui progressi che si sono fatti in questa direzione è venuto in aiuto il Forum Rifiuti 2016 che ha presentato recentemente la ricerca sulla sensibilità ambientale degli italiani accoppiata, novità interessante, all’ altrettanto indicativo rapporto sull’innovazione nei cantieri, utile per ridurre l’impatto ambientale e i prelievi da cava.

I dati raccolti da Lorien Consulting e Legambiente ci dicono che più di un terzo degli italiani mostra preoccupazione nei confronti delle tematiche ambientali e ritiene necessari investimenti strutturali piuttosto che semplici interventi contingenti, in primo luogo la riconversione energetica verso le fonti rinnovabili e la messa in sicurezza del territorio del paese.

I cittadini, verrebbe voglia di dire finalmente, ritengono che i principali responsabili della salvaguardia dell’ambiente siano proprio loro stessi (57%), più di qualunque altra istituzione o realtà organizzata e sono sempre più disposti a impegnarsi per un cambiamento.

Circa un terzo degli intervistati pone la gestione inefficiente dei rifiuti nel novero delle più importanti minacce ambientali subito dietro a cambiamenti climatici, inquinamento industriale di acque, terreni e aria. Di più preoccupa l’inquinamento atmosferico. Per oltre la metà si ritengono informati sul tema della raccolta differenziata e del riciclo, tanto che solo una esigua minoranza dichiara di non fare una convinta raccolta differenziata: chi non la fa, invece, lamenta soprattutto la mancanza di infrastrutture (per es. cassonetti) adeguate.

Sempre secondo la ricerca presentata dall’ amministratore delegato di Lorien Consulting, Antonio Valente, gli italiani sono fortemente orientati verso un modello di economia circolare nella quale non esistono scarti e in cui i nuovi prodotti si realizzano attraverso materiali riciclati. Il 92% ritiene che rappresenterebbe un vantaggio economico per il Paese.

La presidente di Legambiente Rossella Muroni conferma che nel settore dell’economia circolare il nostro paese si sta impegnando con progressi crescenti. Per ogni milione di euro di pil, infatti, produciamo 42 tonnellate di rifiuti a fronte delle 65 prodotte dalla Germania per esempio, anche se la situazione si presenta molto diversa da regione a regione, con aree che sono campioni a livello europeo e altre che continuano a investire in discariche e inceneritori. Ora occorre sempre più sottrarre alla discarica tutto quello che può essere destinato al riuso e al riciclo.

La classifica dei Comuni Ricicloni vede aumentare in Italia le realtà “rifiuti free”: sono 525 le comunità che superano il 65% di raccolta differenziata e producono meno di 75 chilogrammi annui per abitante di rifiuto secco indifferenziato.

La ricerca evidenzia luci ed ombre per la nostra regione al fondo della classifica con solo il 10% di comuni virtuosi rispetto al totale dei partecipanti al sondaggio. La provincia di Salerno piazza invece ben quattro comuni tra i primi dieci, Tortorella, Sassano, Petina, Morigerati.
Ancora Legambiente: “Ora la vera scommessa è quella di far diventare tutta l’Italia, nei prossimi 3 anni, “Rifiuti free” attraverso l’obbligo di tariffazione puntuale, lo stop ai nuovi inceneritori, l’aumento dei costi di discarica e la costruzione di nuovi impianti di riciclo”. Un obiettivo e un augurio che ci sentiamo di condividere.

Vincenzo Iommazzo

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