CDP, ENI e FINCANTIERI uniti contro la plastica in mare

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Strategie italiane ed europee per la sostenibilità- di Vincenzo Iommazzo-

A maggio 2018 la Commissione europea aveva iniziato ad affrontare il problema del marine litter (rifiuti marini), con proposte per ridurre sensibilmente la presenza in mare di plastica e di attrezzature da pesca abbandonate che nell’UE rappresentano il 70% di rifiuti marini.

Poco più di un anno dopo, a luglio 2019, ha preso simultaneamente avvio in 14 Paesi costieri europei tra cui l’Italia, “MARLISCO” acronimo di MARine LItter  in european seas: Social awareness and CO-responsability, progetto finanziato dal Settimo Programma Quadro, allo scopo di sensibilizzare la società civile all’impatto che i rifiuti prodotti a terra hanno sull’ambiente marino e di pervenire collettivamente a soluzioni idonee a ridurre tale impatto.

Nel nostro Paese le raccomandazioni sono state recepite da Eni, Fincantieri e Cassa Depositi e Prestiti, che qualche giorno fa hanno firmato un protocollo di intesa per lo sviluppo di progetti congiunti nell’ambito dell’economia circolare, “volti a individuare e implementare soluzioni tecnologiche per fronteggiare in modo sinergico il fenomeno del marine litter, che compromette l’ecosistema marino e costiero principalmente a causa dei rifiuti plastici galleggianti e delle microplastiche”.

Nella nota congiunta si spiega che l’obiettivo dell’accordo è studiare e sviluppare tecnologie per la raccolta dei rifiuti dispersi in mare e lungo le coste e utilizzarli per generare prodotti per la mobilità e applicazioni industriali. Si fa riferimento esplicito a rifiuti plastici, concordando lo sviluppo di progetti per la valorizzazione dei rifiuti urbani, con riferimento particolare ai rifiuti plastici residui attualmente non riciclabili (Plasmix) e al combustibile solido secondario (CSS).

Se ne saprà di più in seguito, soprattutto dopo la presentazione dei risultati dei primi studi effettuati, ma risulta chiaro l’impegno delle tre parti a supporto del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, strumento fondamentale che prefigura un importante cambiamento nella politica energetica e ambientale del nostro Paese verso la decarbonizzazione entro il 2030.

Al momento, a ognuno dei tre partner è assegnato un compito specifico. Cdp contribuirà a promuovere iniziative focalizzate sulla creazione di nuovi modelli di business; Eni apporterà competenze industriali e tecniche per lo studio e sviluppo di iniziative di industrializzazione della tecnologia waste to chemical (rifiuti chimici) per valorizzare la materia dal Plasmix e dal Css. Fincantieri, per l’accordo relativo al marine litter, apporterà le proprie competenze per effettuare la scelta dei mezzi navali, definirne la configurazione e studiare le implicazioni logistiche per consentire raccolta, selezione e trattamento in mare dei rifiuti.

Le iniziative che mirano a promuovere l’utilizzo di materiale attualmente non riciclabile o non riciclato, sono in linea con la filosofia dell’economia circolare che è al centro di pacchetti normativi che enti nazionali ed europei stanno elaborando per cercare di invertire la rotta che prevede incentivi a chi brucia i rifiuti, in particolare le plastiche, ma non solo, mentre non prevede ancora contributi significativi per i soggetti benemeriti che si attrezzano per valorizzare il recupero di materia.

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