Api e cambiamenti climatici, allarme estinzione

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Salvaguardiamo il futuro del pianeta- di Vincenzo Iommazzo-

La Slovenia è un Paese dell’Europa Centrale noto per le montagne, le stazioni sciistiche e i laghi. Recentemente è assurta a notorietà per aver dato i natali nel lontano 20 maggio 1734 a Anton Janša pittore, ma soprattutto appassionato allevatore, precursore dell’apicoltura razionale. A 33 anni preferì dedicarsi intensivamente all’apicoltura, essendo questa una passione che aveva fin da piccolo e in poco tempo allestì in casa oltre cento arnie. Trasferitosi a Vienna insieme ai fratelli,  Janša divenne il primo professore di apicoltura delle terre austriache, e fu accolto alla corte imperiale.

Nel “Manuale completo di apicoltura”scrisse: “Le api sono un tipo di mosche, create da Dio perché con la loro diligenza e il loro instancabile lavoro provvedano alle esigenze dell’uomo di prodotti insostituibili come il miele e la cera. Tra tutte le creature del Signore, non ce n’è altra che sia allo stesso tempo utile, docile, e poco esigente, com’è l’ape.”

Oggi, probabilmente, rimarrebbe turbato nell’ apprendere che siamo impegnati a celebrare la giornata mondiale delle api (il 20 maggio anniversario della sua nascita), ricorrenza proclamata dall’ ONU su iniziativa della Repubblica Slovena e il sostegno dell’Italia, per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’ importanza di tali insetti impollinatori che vanno riducendosi, minacciati dai cambiamenti climatici, dall ’uso di pesticidi e dalla diminuzione di biodiversità.

L’impollinazione è un processo indispensabile per la riproduzione delle piante e senza l’instancabile lavoro di questi insetti non sarebbe possibile la produzione di moltissime specie di frutti e di ortaggi (mele, pere, pesche, ciliegie, albicocche, susine, mandorle, agrumi,  kiwi, castagne, meloni, cocomeri, pomodori, zucchine), ma anche di carne, in quanto gli animali da allevamento si nutrono di colture foraggere.  Come si intuisce, la scomparsa delle api e degli altri agenti impollinatori, costituisce una minaccia alla sopravvivenza dell’intero ecosistema.

Quest’anno, denuncia la Coldiretti, il clima atipico dovuto a piogge continue e temporali, grandine fuori stagione e abbassamento repentino delle temperature, ha più del solito impedito alle api di uscire e “lavorare” per trovare nettare sufficiente da riempire gli alveari e il poco miele prodotto lo mangiano per sopravvivere. Da qui l’allarme per la conseguente riduzione del loro numero. in quanto anche gli anni scorsi hanno registrato andamenti decrescenti.

Nel 2018 la produzione nazionale è stata di 22mila tonnellate, grazie soprattutto al Centro Nord dove gli apicoltori hanno potuto tirare un sospiro di sollievo dopo molte annate negative, mentre al Sud l’andamento climatico ha pregiudicato i raccolti. Di conseguenza le importazioni dall’estero (principalmente Ungheria e Cina) sono risultate pari a circa 28mila tonnellate, in aumento del 18% rispetto all’anno precedente.

In vista delle imminenti elezioni europee, l’ex ministro Paolo De Castro auspica che il nuovo Parlamento comunitario possa dar vita ad un piano settoriale sul miele, un’organizzazione comune forte, al pari di quelle già esistenti per ortofrutta e vino. Dopo il divieto di utilizzo di tre agrofarmaci neonicotinoidi, responsabili dell’aumento del tasso di mortalità degli insetti impollinatori e la possibilità di considerare i terreni lasciati a riposo con piante mellifere ricche di polline e nettare come “Aree di interesse ecologico”, l’obiettivo può essere quello di ottenere maggiori investimenti sia per la protezione della salute delle api che per il sostegno agli apicoltori e alla lotta contro l’adulterazione del miele.

La Giornata Mondiale delle Api, rimarcano Confagricoltura e FAI Federazione Apicoltori Italiani, deve essere l’occasione per promuovere presso l’opinione pubblica iniziative per far conoscere di più la vita delle api, il loro ruolo nel preservare la biodiversità e la necessità che – gli agricoltori per primi, come tutti i cittadini del pianeta – si attivino ulteriormente per aiutare questi insetti spargendo semi di fiori utili alla produzione di nettare e polline, le matrici alla base della più grande e preziosa simbiosi alimentare che rende vitale il mondo in cui viviamo.

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