Urban Nature, la festa WWF della Natura in città

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Parchi e giardini da curare e ampliare contro il “deficit di natura”- di Vincenzo Iommazzo-

Delle utilissime aree verdi in città spesso si ignora l’esistenza e se si passa a piedi o in auto lungo il confine di un parco urbano, quasi mai viene la curiosità di visitare questo bene naturalistico, peraltro dalle nostre parti spesso parzialmente o totalmente sbarrato.

Ecco venire in aiuto Urban Nature, la festa della Natura in Città, targata WWF che per la quarta edizione, domenica 4 Ottobre, con 120 eventi fra le principali città italiane ha animato parchi e giardini coinvolgendo, in sicurezza, cittadini, associazioni e scuole per attività di ricerca scientifica o di conservazione del prezioso patrimonio ambientale del proprio territorio.

L’evento centrale si è tenuto all’interno dell’Orto Botanico di Roma dove il WWF ha allestito una delle Aule Natura, progetto concepito per attrezzare i 40.000 cortili scolastici nel nostro Paese, spesso spogli o inagibili, con orti didattici e micro-habitat (stagno, siepi, giardino) per piante e animali, volatili e insetti, al fine di scoprire e osservarne dal vivo non solo le diverse forme, ma anche le relazioni intercorrenti tra loro. In avvio della sperimentazione, il WWF chiede a tutti i cittadini di sostenere l’iniziativa che ha l’obiettivo di migliorare la sicurezza – si opera all’aperto – e la didattica delle scuole italiane.

Il ricchissimo programma nelle altre città ha visto svolgersi escursioni, visite guidate a fattorie didattiche e a orti condivisi, laboratori, seminari, birdwatching, cacce al tesoro naturalistiche, passeggiate a cavallo con battesimo della sella, mostre e tanto altro in chiave di conoscenza della biodiversità urbana ed evidenza dei suoi benefici.

In Campania gli eventi hanno richiamato il pubblico a Sant’Agnello dove Claudio D’Esposito ha descritto le caratteristiche dell’Oasi in città, a Capua per l’esplorazione dei tesori di biodiversità nascosti lungo un tratto del fiume Volturno, nell’Oasi del Cratere di Agnano per condividere un BioBlitz finalizzato alla ricerca ed identificazione del maggior numero possibile di specie in quell’area, con la partecipazione di famiglie, studenti e altri cittadini che, con l’ausilio di ricercatori della società K’Nature, hanno lavorato intensamente nel breve lasso di tempo disponibile  a costruire un inventario della biodiversità del luogo (non sono rari i casi in cui vengano segnalate nuove specie per la località monitorata).

A Napoli il WWF ha acceso i riflettori sulla disastrata situazione dei parchi cittadini privi di adeguata manutenzione e di infrastrutture utili a renderli davvero fruibili per grandi e bambini. Dei 14 parchi presi in considerazione si salva solo il Real Bosco di Capodimonte, quasi tutti gli altri mancano di cura del verde, di servizi igienici alcuni, di mancata sostituzione di alberi abbattuti o caduti, di aree giochi in buono stato. Una Waterloo denunciata da più di una decina di anni fa dal WWF campano, a cui però non si è riusciti a porre rimedio: perfino la Villa Comunale e il Parco Virgiliano meta ambita di cittadini e turisti, presentano varie e antiche carenze.

Questo (ed altro) è quanto emerso dal rapporto del WWF Napoli nel corso dell’evento principale Urban Nature in città svoltosi nel grande Parco comunale Fratelli De Filippo a Ponticelli, avendo come sfondo l’orto sociale ivi realizzato e curato dalla comunità degli ortolani riuniti in un comitato civico. Partendo dalle poche coraggiose realtà inizialmente impegnate, l’orto ha visto con successo l’apertura a scuole, volontari, associazioni di cittadini del quartiere che hanno ampliato il numero di terrazze coltivate e manutenute. Resta, però, molto da fare in questo parco che potrebbe essere un gioiello di cui essere orgogliosi. Una buona parte della struttura pubblica, infatti, è chiusa e negata ai cittadini da diversi anni per mancata manutenzione e risulterebbe esclusa anche dagli interventi di riqualificazione che l’amministrazione cittadina ha in programma per i prossimi anni. Inoltre, ad oggi restano off-limits sia l’area destinata alla sgambatura dei cani che quella attrezzata con le giostre per bambini.

Il WWF Napoli, dunque, ha voluto premiare la realtà di Ponticelli per l’esperienza di rivalorizzazione del verde e dello spazio sociale e urbano. Simbolicamente ha donato un albero ora piantato nell’area dell’orto in cui diversi esemplari erano stati rubati o danneggiati nei mesi scorsi. Anche cittadini e associazioni di Napoli Est hanno offerto il loro contributo per l’acquisto di alberelli.

“Ci è sembrato giusto segnalare questa straordinaria esperienza – che si caratterizza per il suo valore sociale – in risposta al sondaggio promosso dal WWF Italia per individuare sul territorio nazionale le migliori buone pratiche di realtà civiche impegnate nella tutela e gestione del verde spiega Ornella Capezzuto, presidente di WWF Napoli”.

Per quanto riguarda i parchi cittadini il socio WWF Nicola Nardella che ha curato il dossier relativo, lamenta che rispetto a quanto fu verificato nel 2008 vi è un tendenziale e complessivo peggioramento del complesso.

All’iniziativa è intervenuto Luigi Felaco, assessore al verde del Comune di Napoli, che ha  tenuto ad evidenziare l’impegno dell’amministrazione comunale per i parchi di Napoli grazie ai fondi della Città Metropolitana e della Regione Campania ammontanti a 35 milioni. Per il De Filippo saranno impegnati 500mila euro per miglioramento del verde, servizi igienici, videosorveglianza e la prossima messa a bando dell’area destinata ai cani.

Ancora Nardella ha sottolineato come i tempi per la riqualificazione del verde in città saranno inevitabilmente lunghi a causa degli adempimenti burocratici ed ha espresso rammarico per il mancato coinvolgimento delle associazioni nell’impostazione dei progetti, auspicando l’approvazione di un regolamento del verde urbano atteso da molto tempo e la formazione di una Consulta delle associazioni green.

Per sottolineare l’importanza dell’iniziativa del 4 ottobre, sarà opportuno ricordare gli studi di alcuni studiosi, tra cui l’americano Richard Louv, i quali, in testi diventati best seller sostengono che quando un bambino riesce a citare a menadito i nomi di tutti i personaggi di un gioco di carte come Pokemon, o le mosse che deve fare per vincere un videogame, ma può a malapena distinguere l’erbaccia dai fiori di campo, cominciano i guai.

In effetti la popolazione urbana, secondo stime recenti è in continua crescita e nel 2050 costituirà l’80% della popolazione totale. Soprattutto per ragazzi e bambini, il contatto con il verde urbano è spesso l’unica occasione per vivere la natura nel quotidiano. Parchi e giardini hanno un ruolo fondamentale nel contrastare il “deficit di natura” di cui può soffrire l’essere umano, particolarmente in età evolutiva, confinato in un ambiente artificiale.

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