27 settembre, Global Strike for Climate

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In piazza i giovani per assicurare un futuro al pianeta-di Vincenzo Iommazzo-

La vigilia così animata di uno sciopero probabilmente non si era mai vista. Pronti a scendere nelle piazze di tutto il mondo studenti, insegnanti, sindacati, associazioni, famiglie, gente comune per il Global Climate Strike che si terrà in Italia domani venerdì 27 settembre, a conclusione del summit sul Clima delle Nazioni Unite andato in scena a New York lo scorso lunedì.

In effetti gli esiti del summit non hanno entusiasmato gli attivisti in quanto nessun paese emettitore si è impegnato a fare più di quanto faticosamente concordato per limitare l’introduzione di nuovi inquinanti nell’atmosfera, giustificando così la rabbia e la commozione di Greta Thunberg espresse nel discorso introduttivo.

Alle sollecitazioni della ragazzina svedese fa eco l’ondata verde che è già cominciata in alcune nazioni, ma raggiungerà l’apice domani coinvolgendo in totale quasi cinquemila piazze nel mondo e vedrà la partecipazione massiccia in Italia delle scuole e degli atenei che stanno mettendo a punto la macchina organizzativa, affiancati dal ministro dell’Istruzione. Fioramonti ha inviato ai dirigenti scolastici una circolare in cui auspica che venga giustificata l’eventuale assenza degli studenti per partecipare alla mobilitazione, accompagnando questa raccomandazione con uno striscione esposto sulla facciata dello stesso Ministero dalla significativa scritta “Istruzione, no estinzione”.

E davvero ragazze e ragazzi di tutto il mondo rivendicano attenzione concreta al loro futuro, minacciato dai cambiamenti climatici e dallo spreco di risorse, ma più ancora da una concezione dello sviluppo economico decisamente insostenibile. L’importanza dell’evento globale di venerdì è fondamentale per sensibilizzare cittadini e istituzioni a raggiungere velocemente modelli socio economici diversi da quelli finora imperanti.

In questo pomeriggio di vigilia, la Campania vede centinaia di giovani al lavoro per preparare l’evento di domani; a Napoli, in vari quartieri, ci si confronta per decidere il percorso che partirà da piazza Garibaldi alle ore 9, creare slogan e parole d’ordine da far rimbalzare sui media e stampare volantini da distribuire durante la marcia alla quale è attesa la partecipazione di migliaia di persone. A marzo scorso, in occasione del precedente sciopero per il clima, Napoli fu la seconda città d’Italia dopo Milano.

Anche Salerno e Avellino fanno sentire la propria voce con cortei che affiancheranno parole d’ordine locali a quelle inevitabilmente globali, chiamando in causa la Regione a cui si chiederà un impegno più deciso verso la risoluzione dell’annoso  problema dei rifiuti e del contrasto agli smaltimenti illegali con l’inquietante contorno di roghi tossici nella cosiddetta Terra dei fuochi.

C’è da augurarsi che questo 27 settembre possa risvegliare coscienze assopite e spingere al necessario coordinamento tra cittadini e istituzioni che devono trovare il passo comune per velocizzare l’adozione di uno stile di vita più rispettoso dell’ambiente e della salvaguardia della natura. Da esso può nascere la speranza per un futuro non devastato da guerre per l’acqua e da calamità prodotte dai cambiamenti climatici.

 

 

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