“Si alla DAD nell’interesse di tutti”. L’intervista alla docente Pina Masturzo

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-di Claudia Izzo-

Sono 17mila gli studenti salernitani che da lunedì prossimo, 1 febbraio, torneranno tra i banchi dopo l’ultima sentenza del TAR che ha sancito la ripresa in presenza delle attività didattiche nelle scuole superiori. Dunque, per il TAR, il rischio COVID non esiste, nonostante le migliaia di ragazzi che tornerebbero in circolazione per andare a scuola, nonostante l’inadeguatezza dei trasporti.

Condivisibile o meno, è sicuramente strano che, proprio dopo questa sentenza, il TAR abbia deciso di chiudere i suoi uffici, rischio COVID, con udienze in presenza da riprendersi dal 30 Aprile. Una situazione a dir poco kafkiana.

Docenti, genitori e ragazzi non ci stanno. “Con la salute dei nostri figli non si scherza” protestano molte mamme. Ecco così le  mille e cinquecento  firme  raccolte solo in un giorno per una petizione che mira alla continuazione della didattica a distanza negli istituti superiori, visti gli ultimi risvolti nel salernitano in termini di contagi Covid 19.

Ad essere preoccupati sono genitori, docenti e gli stessi ragazzi che, per quanto sperino in un ritorno a scuola prima possibile, si rendono conto che senza vaccini si è tutti in pericolo, essi stessi e le persone più deboli, anziani o persone malate, che vivono in casa con loro.

Ne parliamo con la professoressa Pina Masturzo, docente di materie letterarie presso il Genovesi- Da Vinci di Salerno.

DAD si, DAD no?

Il problema non riguarda la DAD in se stessa, il problema è la pandemia. Noi chiediamo di lavorare in sicurezza. Sicuramente la DAD non è la stessa cosa di una lezione svolta in presenza dove anche gli studenti vivono la loro socialità. Tutti abbiamo l’obiettivo di tornare a scuola, ma desideriamo farlo in sicurezza. Siamo ancora in emergenza.

Dopo le prime difficoltà iniziali, sembrerebbe che i ragazzi abbiano capito anche la positività della DAD in questo momento…come dire ” chi vuole studiare, studia e basta”?

La DAD, con tutte le sue difficoltà, ha creato una continuità di metodologia a cui gli studenti si sono avvicinati dalla scorsa primavera e insieme abbiamo dato vita ad  un percorso didattico alternativo.

Cosa significherebbe tornare a fare lezione in presenza?

I ragazzi sono ben consapevoli che tornare a scuola non sarebbe come prima. Non ci potrebbe essere  la socialità di sempre con il rischio comunque di contagi che andrebbero a creare nuove quarantene. Dunque, non ci sarebbe né socialità, né sicurezza della  continuità tanto sbandierata. I ragazzi non sono manichini, non possiamo chiedere loro di trascorrere anche più tempo in aula, con le mascherine, senza essere neanche liberi di muoversi. Il prolungamento degli orari scolastici, inoltre, andrebbe a scombinare la loro giornata di studi, senza dimenticare che ovviamente tutto questo andrebbe inevitabilmente  a creare forme di assembramento, proprio ciò che i dispositivi anti-Covid cercano di evitare.

Dunque si è raggiunto un equilibrio con la DAD?

Secondo me, pur nella  difficoltà del momento, con la DAD abbiamo potuto ricostruire una sorta di stabilità e serenità. Non è il momento di battaglie politiche e ideologiche, si parla della salute dei nostri ragazzi, dei docenti, delle famiglie, dei soggetti più fragili, tutto andrebbe inevitabilmente esposto a seri rischi.

Ad essere a rischio, con il ritorno tra i banchi dei ragazzi, sarebbe tutto il sistema scuola, qual è la sua opinione, dunque?

I docenti svolgono un servizio essenziale e dopo i sanitari e gli operatori sanitari dovrebbero essere vaccinati.

Negli ultimi giorni docenti e  genitori hanno messo in piedi una petizione che sta rimbalzando in ogni dove; quale la finalità?

La petizione è partita dagli istituti superiori di Salerno, raggiungendo  poi altre province. Ciò che si chiede è di rinviare l’inizio delle attività didattiche in presenza  degli istituti superiori; quella dei ragazzi è la fascia d’età più esposta, tenendo anche conto del grande numero di pendolari che esiste e, si sa, i mezzi di trasporto non possono assicurare la  dovuta sicurezza.

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