Intervista ad Umberto Squitieri, occhi color cielo e il teatro nel cuore

0
160

Teatro, TV, cinema, radio: quando la vita è passione- di Claudia Izzo-

Ha da poco vestito i panni del  pugile Agostino Cardamone per il Museo Teatro dello Sport, Storie di Campioni, a Palazzo Genovese, nel cuore di Salerno. Prossimamente lo vedremo alla regia, libero adattamento di “Ippolito da Pastina- Il Masaniello salernitano”, commedia musicale di Franco Pastore, evento prodotto dall’ Associazione Bruno Zevi.

Parliamo di Umberto Squitiieri, autore, attore e regista salernitano. Classe ’63, capelli brizzolati e due occhi verde azzurro che quando si parla di teatro, sorridono. Lo incontro in un Caffè in un pomeriggio tutto salernitano.

La sua passione per il teatro, Umberto, la scopre a 15 anni, coinvolto dagli amici nella rappresentazione “Ditegli sempre di si” di eduardiana memoria. Da lì non si è più fermato. Diplomato alla Prima Accademia di Teatro napoletano con un corpo docenti di tutto rispetto: Giuffrè, Lello Arena, Elvio Porta, Enzo Cannavale, Nanni Loy, Armando Marra, Luca Torre, Ettore Massorese; frequenta il Centro Sperimentale di Cinematografia Lombardia,  Master di recitazione, corsi di teatro presso la fabbrica dell’Esperienza di Milano.

Con la compagnia teatrale “Scen out” scrive, dirige ed interpreta tantissimi lavori teatrali da Shakespeare a Pirandello, da Beckett a De Filippo, a Scarpetta. In “Gesualdo”con Gianni Garko è Pulcinella, nel 2004 è nel film “Controsud” con la supervisione di Renzo Rossellini.  In TV si è guadagnato un ruolo ne “Il sindaco Pescatore” di Maurizio Zaccaro, ispirato alla storia di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, ucciso il 5 settembre del 2010 con sette colpi di pistola, interpretato da Sergio Castellitto. Non sono mancate presenze in Pubblicità progresso e su RAI 1 esperienze a “Torto -Ragione, Verdetto Finale”. L’amore per il teatro lo lega alla sua città ed ha rivestito il ruolo di direttore artistico del Teatro La Ribalta.

-Cos’è per te il teatro?

“Confronto, con me stesso e con gli altri. E’ vivere perchè il teatro non si fa, si vive”

-A chi nel tuo campo devi qualcosa per ciò che ti ha insegnato?

Renato Carpentieri mi ha aperto gli occhi sul teatro, Alessio Di Clemente mi ha aperto ad una visione anglosassone del teatro”

Al Museo Teatro dello Sport, Storie di Campioni, allestito a Palazzo Genovese a Salerno fino al 29 dicembre, su copione di Sergio Mari hai interpretato il pugile Agostino Cardamone, campione italiano, europeo,  mondiale WBU, noto per la sua generosità ed il suo fair play nei confronti degli avversari.  Com’è stato?

“E’ stata una grande emozione, è una storia piena di sudore e di amaro in bocca. Ho cercato notizie su di lui, poi l’ho incontrato e ciò che mi ha colpito di più è stata la sua grande semplicità e disponibilità non facilmente reperibili tra i grandi. “…In soli due anni diventai professionista. Era l’89. Signori, ogni muro ha la sua crepa. Cadde quello di Berlino per la voglia di libertà e si frantumò il mio per la voglia di diventare campione.Lo ero? Si. -The mach ends in the second round-Maledetto inglese che non conoscevo…”

A marzo sarai a Pontecagnano con la regia di “Ippolito da Pastina, il Masaniello salernitano,” cosa si prova a curare la regia del “nostro” rivoluzionario ?

L’animatore della rivolta popolare dal 1647 al 1648 mi ha trasmesso il suo sentire, il suo forte senso di appartenenza alla comunità. L’ex galeotto liberando la città dall’oppressore spagnolo realizza un sogno che, come spesso succede, poi svanisce”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui