“Prudente ottimismo. E fiducia.”

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-di Pierre De Filippo-

Prudente ottimismo. E fiducia”. Questi sono stati i termini con i quali il Presidente Draghi ha esordito nella conferenza stampa con la quale ha illustrato le novità – sanitarie ed economiche – emerse dall’ultima Cabina di Regia e dagli atti che a questa hanno fatto seguito.

Essenzialmente, sono stati tre gli ambiti toccati e sarà bene analizzarli con ordine.

In primo luogo, le riaperture, bramate da tanti lavoratori e anche da tanti politici in cerca di facili consensi. Dopo l’approccio prudenziale, che aveva preceduto le festività pasquali, dal 26 aprile torneranno le zone gialle, quelle con le limitazioni minori e, “sulla base di evidenze scientifiche”, si permetterà lo svolgimento di attività all’aperto (eventi, fiere), nonché l’apertura di ristoranti a pranzo e a cena, teatri, cinema e, via via, anche degli stadi. In zona gialla ed arancione vi sarà anche il ritorno di tutte le scuole di ogni ordine e grado in presenza, mentre in zona rossa permarranno forme di didattica mista.

Il ministro Speranza, sul tema, è stato chiaro: “tutto il tesoretto ottenuto con questi sacrifici abbiamo voluto spenderlo per la scuola”. Una scelta saggia.

Una scelta saggia non in sé: se le scuole non fossero state pronte sarebbe stata solo una scelta ideologica; Draghi ha anche fatto cenno ad uno stanziamento di 390 milioni di € destinato, tramite le regioni, al supporto del trasporto pubblico locale, il vero freno alla riapertura delle scuole.

Un indice Rt in continuo calo (dovrebbe attestarsi intorno allo 0,8) ed una campagna vaccinale che, al netto degli incidenti di percorso, procede speditamente hanno permesso queste “conquiste”, le quali, però, non devono – questo il messaggio, chiaro, di Draghi – far venir meno quelle regole di buona condotta e di prudenza personale che, da sole, possono garantire che queste conquiste diventino permanenti.

Chiaramente, tra regioni gialle ci si potrà muovere tranquillamente, mentre per le altre servirà un apposito pass, una certificazione di avvenuto vaccino o di precedente esposizione al covid. Essenzialmente, un valido motivo, come ora.

Il secondo pilastro è quello dello scostamento di bilancio, contenuto nel DEF – Documento di Economia e Finanze – e che ammonta a 40 miliardi. Una cifra imponente.

Draghi è stato chiaro nell’individuare le priorità di questa fase: primo, garantire un sostegno umanitario a tutte quelle persone e a quelle famiglie che versano in una situazione di povertà, aggravata dalla crisi pandemica; secondo, garantire alle imprese la liquidità di cui hanno bisogno per sopravvivere; terzo, assistere alla transizione, qualora alcuni comparti produttivi dovessero aver perso quote di mercato tali da rendere impensabile il continuare a lavorare sullo stesso ambito. Una road map economica e sociale chiara.

È, soprattutto – ha chiarito il Presidente – il secondo ambito quello che necessita di maggiore attenzione: nel prossimo Decreto Sostegni, al criterio del fatturato, unico fin ora, verrà affiancato anche quello dell’utile conseguito e, quindi, della base imponibile fiscale, in maniera tale da sostenere le imprese tenendo conto anche della loro competitività sul mercato.

Un chiarimento, Draghi ha voluto fornirlo anche sulla possibilità di dover ricorrere, in futuro, ad una manovra correttiva (a politiche economiche di austerità, essenzialmente): le sue parole non hanno dato adito a dubbi: “una manovra correttiva non servirà se ci sarà crescita economica”, la quale dovrà poi “attestarsi su livelli alti tramite la buona attuazione dei provvedimenti”.

Tradotto: o mettiamo mano, finalmente, alle cosiddette riforme strutturali (fisco, giustizia civile, burocrazia, digitalizzazione) o la crescita si sgonfierà come un palloncino d’aria.

In ultimo, le grandi opere. Noi siamo un Paese di grandi opere non finite. E, soprattutto, ne parliamo così tanto che un turista straniero, evidentemente poco preparato, potrebbe ritenere il Colosseo come l’emblema di una grande opera non ancora terminata.

Il ministro Giovannini, che siede alle Infrastrutture, ha da poco nominato 57 nuovi commissari straordinari per 57 grandi opere (strade, autostrade, ferrovie, opere idriche, immobili per la pubblica sicurezza).

Anche qui, il cronoprogramma pare blindato. “Se non le vedete realizzate, tornate da me a chiedermene conto”, ha chiosato il Presidente del Consiglio.

E, udite udite, tra queste grandi opere vi sarà anche la realizzazione dell’Alta Velocità tra Salerno e Reggio Calabria.

Alta, Velocità, Salerno e Reggio Calabria nella stessa frase non s’erano mai sentite.

Se dovesse accadere però, una promessa: facciamocela a piedi, perché sarebbe un miracolo.

 

“ECB President Draghi met MEPs to discuss financial market issues” by European Parliament is licensed with CC BY-NC-ND 2.0. To view a copy of this license, visit https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/

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