Parte la corsa per il Campidoglio tra alleanze e spaccature

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-di Pierre De Filippo-

La corsa per il Campidoglio, si sa, fa tremare le gambe un po’ a tutti. Perché Roma è Roma, la nostra Capitale ma anche perché Roma è Roma, una città apparentemente ingovernabile.

Una città difficile, certo, perché estesa, caotica, rivoluzionaria nella sua pigrizia. Roma è Roma, è l’emblema dell’Italia, con le sue meraviglie e con le sue bassezze, Roma è Roma, la città delle istituzioni, dei salotti bene e delle viuzze di periferia.

Roma è anche Amor, ed è per questo che, comunque, dobbiamo prendercene cura.

In principio fu Calenda. Carlo Calenda, leader di Azione, il 12 ottobre 2020 dichiara pubblicamente che sì, correrà. Con chi? Con chi lo sosterrà. Dai sondaggi pare godere di buon gradimento e gli elettori PD, quelli che lo hanno eletto al Parlamento europeo, sposano la scelta.

Gli altri partiti rimangono silenti: il M5S sussurra che forse sarà ancora Virginia Raggi la sua candidata, che però pare non beneficiare dell’appoggio di tutti; dal centrodestra mugugni, i nomi vengono fatti e saltano, come nelle migliori tradizioni.

Al governo c’è ancora Giuseppe Conte e la coalizione, da sempre scricchiolante, pare tenere nonostante i toni di Renzi inizino a farsi più alti e più ripetuti.

Poi, il nulla.

Il nulla per quasi cinque mesi: Roma è sempre il centro di gravità permanente, certo, ma l’ombelico del mondo è Palazzo Chigi, non il Campidoglio.

Mario Draghi sostituisce Giuseppe Conte e nasce la nuova, ampia, amplissima maggioranza di unità nazionale. La terza ondata di Covid – terribile come le due precedenti – si fa sempre più concreta, tangibile e le amministrative, prudentemente, vengono spostate ad ottobre.

Un buon palliativo, utile a prendere tempo per partiti sempre più in difficoltà.

Negli ultimi giorni, in verità, abbiamo assistito ad una rapida accelerata. Il passaggio di consegne tra Nicola Zingaretti ed Enrico Letta in quel di Largo Nazareno ha portato, come sempre avviene in questi casi, una ventata d’aria fresca, almeno in apparenza, e una nuova voglia di fare.

Forse troppa.

Nemmeno ventiquattro ore dopo, Letta si trovava a dover chiarire la prima grana: il nome, importante e ambizioso, di Roberto Gualtieri troneggiava già sulle prime pagine dei giornali.

Sarà lui il candidato PD! O forse no? Letta spiega che no, ancora nulla è deciso e che il nome sarà fatto, probabilmente, non prima di maggio. Quando si dice la programmazione…

La verità è che, per il PD, la corsa di Roma è la sineddoche di un metodo che deve estendersi al nazionale: deve seguire i diktat grillini? Deve sposare la candidatura Raggi, ripiegandosi completamente sull’alleato populista? O vuole dettare la linea, come dice di voler fare? Dettare la linea, io credo significhi sposare la candidatura Calenda, semplicemente perché più pronta, semplicemente perché razionale.

La corsa per il Campidoglio chiarirà anche se il PD vorrà aprirsi al mondo liberale oppure no, se avrà il coraggio di non giocare più solo di rimessa, come ha fatto in questi tre anni.

Se a sinistra c’è assembramento (d’altronde, a sinistra sono anarchico-rivoluzionari), a destra c’è uno splendido isolamento (sono quelli di law and order). L’unico candidato con ambizioni, l’unico candidato che aveva ottenuto l’appoggio di tutta la coalizione, Guido Bertolaso, s’è tirato fuori. –Faccio il vaccinatore a Milano, non posso fare il Sindaco a Roma-. Come dargli torto.

Risuona allora il nome di Andrea Abodi, Presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo, persona seria e capace, manager di livello ma forse troppo poco conosciuto al grande pubblico.

Dietro di lui, però, ad oggi il vuoto.

Un augurio: che sia una bella battaglia, tra candidati credibili, con proposte, idee, visioni. Stiamo vivendo, anche senza rendercene conto, un imponente flusso di urbanizzazione.

Tra qualche anno, le città ospiteranno più della metà della popolazione mondiale: attenzione ambientale, politiche per i trasporti, politiche sociali per le periferie, vigilanza e sicurezza, digitalizzazione.

Tutto ciò elevato a potenza.

Non possiamo improvvisare, dobbiamo prepararci.

 

 

 

“Piazza del Campidoglio” by _Pek_ is licensed with CC BY-SA 2.0. To view a copy of this license, visit https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/

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