Non si può fare a meno della politica, ciò che conta è che gli attori della vita politica siano quelli giusti

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-di Donato D’Aiuto-

Negli ultimi anni di politica nazionale ci siamo abituati a vedere e ad accettare qualsiasi cosa.

Abbiamo, soprattutto, assistito ad una destrutturazione delle istituzioni. Si è perso il senso del ricoprire un ruolo istituzionale, in cambio dello sdoganato assunto che “uno vale uno”.

I parlamentari sono passati dall’essere “rappresentanti dei cittadini”, all’essere meri “alza-mano” che devono soltanto seguire la linea dettata del partito o, addirittura, quella dettata da piattaforme telematiche tutt’altro che inoppugnabili.

Andando addirittura contro quanto previsto dall’art. 67 della Costituzione, ovvero il divieto di Vincolo di Mandato.

Abbiamo, dunque, assistito allo svilimento di ogni singola istituzione in nome di una personificazione dei ruoli.

Politici come influencer. Sappiamo cosa mangiano, dove vanno in vacanza, con chi ci vanno, ma l’unica cosa che dovrebbe interessarci, in quanto rappresentanti, non la conosciamo più: le loro idee.

Siamo corresponsabili di questa situazione e per invertire la tendenza dobbiamo assumerci le nostre responsabilità di scelta, di cittadini ed elettori.

È proprio per questa ragione che la figura di Mario Draghi può rappresentare una manna dal cielo per ricostruire una coscienza politica nel Paese.

Mario Draghi è il portatore sano di una strategia che accantona l’economia sussidiata ma applica una strategia riformativa, che riunifica le sanità regionali attualmente esistenti, tracciando passaggi anche per la revisione totale del titolo V della Costituzione e del barocco decentramento amministrativo e istituzionale, alle se pur moderate liberalizzazione delle procedure (codice degli appalti) fino alla riforma della giustizia su basi garantiste.

In buona sostanza, come vuole Mattarella e la maggioranza degli italiani e italiane, arrivare a creare le condizioni per una legislatura piena davanti e una consistenza delle forze politiche che meritano l’appellativo di classe dirigente. Facendolo dunque con coraggio, competenza, responsabilità e azione.

La politica non è un mostro da combattere, come da anni viene dipinta.

La politica è “l’arte di governare, la teoria e la pratica che hanno per oggetto la costituzione, l’organizzazione e l’amministrazione dello stato”. Lo dice l’enciclopedia Treccani.

Non si può fare a meno della politica. Ciò che conta è che gli attori della vita politica siano quelli giusti.

 

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