Dai Meloni alle mucche: così la politica diventa una gran sagra

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di Pierre De Filippo-

Era solo venerdì 23 settembre quando, su TikTok, Giorgia Meloni incoraggiava al voto con due meloni tra le mani. Un misto di riferimenti sessuali espliciti da parental control e sagra della porchetta di Ariccia.

Ma in Italia siamo abituati a scenette tragicomiche di questo tipo, salvo poi scandalizzarci se, all’estero, si mettono subito ad arrovellarsi le meningi circa la nostra buona reputazione e rispettabilità.

Ora però la sagra sta assumendo i contorni della grande esposizione internazionale, tipo quella dalla quale è nata la Torre Eiffel.

“Non ho mai capito perché voi regalate fiori…”.

Il generale Muhoozi Kainerugaba, uno che la Corte penale internazionale l’ha già conosciuta, si rivolge ai suoi followers su Twitter postando, grassa e grossa, la foto di Giorgia Meloni: “quante mucche dareste al Primo ministro d’Italia?”.

Interrogativo amletico che così, su due piedi, ha lasciato pallido e assorto più di qualcuno. Che avrà voluto dire? È un’offesa oppure anche in Uganda – Paese del quale Muhoozi è figlio del lider maximo e di cui ambisce ad ottenerne le redini – come in India, la mucca è sacra?

Oppure che altro? L’asta è aperta!

Qualche ambasciatore ugandese – che certamente non porta pene ma qualche preoccupazione se la sarà pur posta – è andato dal generale spiegandogli che doveva correre ai ripari, spiegare ciò che intendeva dire, cautelarsi.

E lui s’è subito adeguato: “aò, dalle mie parti è una gran bella cosa regalare mucche…”

Svelato l’arcano: era un complimento.

Quindi, quante mucche per la Meloni? Vista l’impressionante mole di risposte, molte della quali provenienti anche dall’Italia e non esattamente carinissime nei confronti del Presidente del Consiglio in pectore, è stato lo stesso Muhoozi a interrompere le trattative: “le darei subito cento mucche Nkore! Per essere vera e senza paura…”

Che la Meloni avrà pensato: se so’ Nkore me le piglio, sennò desisto”.

“So che gli europei danno fiori alle ragazze che amano. Non l’ho mai capito. Nella nostra cultura ad una ragazza che ti piace dai una mucca…”.

Certamente non sfiorisce (almeno non subito), non va annaffiata, ti dà il latte, è di compagnia. Sti ugandesi so’ proprio forti.

Però, poi, Muhoozi passa alla parte culturalmente aulica (posto che la storia della mucca non lo fosse): “Il generale Annibale Barca ha quasi conquistato Roma duemila anni fa. Io la prenderò con le mucche e con amore…”.

Che dolce, che romantico. Quasi in maniera inaspettata per uno accusato di atrocità, genocidio e saccheggio in Congo per silenziare i ribelli.

A loro non ha regalato delle mucche ma delle pallottole. Ad ognuno il suo regalo.

Annibale era andato con gli elefanti, Muhoozi andrà con le mucche.

Poi non dite che la politica italiana non sia diventata un grande zoo.

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