Covid-19: Polichetti (Fials):”Tamponi fatti con razionalità e no a alla caccia all’untore”

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Tamponi si, tamponi no- di Claudia Izzo-

In questi tempi dettati dal Covid-19 si registra la necessità di sottoporre le persone sintomatiche al tampone. Questo,  sottoposto a particolari metodiche, identifica con precisione il genoma virale nei secreti respiratori del paziente sintomatico. Le linee guida candidano all’esecuzione dei tamponi alcune fasce di popolazione e gli operatori sanitari. Ne parliamo con il dr Mario Polichetti, sindacalista Fials e responsabile nazionale del comparto Sanità per l’Udc.

Si registra in questi giorni ad una corsa al tampone. Perchè?

Si sta assistendo ad uno strano fenomeno. La possibilità di effettuare il tampone dovrebbe essere  riservato ai pazienti che presentano una sintomatologia o a coloro che potrebbero essere positivi asintomatici, agli  operatore a rischio come  infermieri, medici, persone che sono a contato grandi volumi di pubblico e che quindi hanno una elevata possibilità di contagiarsi. Succede invece che molti si vogliono sottoporre al tampone per avere il via libera e riprendere le proprie attività. Un modo per avere una sorta di lasciapassare per tornare a fare quello che si faceva prima dell’allerta Covid-19, mentre Regione e Ministero stanno costruendo isolamenti e limitazioni per il contenimento dei contagi. Molte persone si rivolgono ai privati che, in un modo o nell’altro, documenterebbe la positività o la negatività. I privati farebbero cioè tamponi  senza una vera necessità. 

Come comportarsi con l’informazione legata ai contagi?

Da un punto di vista mediatico, i mezzi di comunicazione, dal mio punto di vista,  dovrebbero smetterla di enfatizzare ogni nuovo caso di contagio. Tutto ciò non fa più notizia. L’attività di screening deve proseguire serenamente senza la spasmodica caccia all’untore, tanto cara ad alcuni, per dare una notizia a tutti i costi. I contagi e le  persone in isolamento ce ne sono e ce ne saranno quindi non si dovrebbe enfatizzare questi casi ma lasciar lavorare con serenità e serietà gli addetti ai lavori cercando di riprendere, con altrettanta serietà, la vita di tutti i giorni, stando ben attenti alle limitazioni a salvaguardia della nostra salute e di quella dei nostri cari.

 

 

 

 

 

 

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