“Cos’è la salute senza libertà?”

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di Pierre De Filippo-

Hanno fatto molto discutere e continueranno, questo è certo, a far discutere le fantasiose tesi di Marcello Gemmato, plenipotenziario di Fratelli d’Italia in Puglia.

“Non cado nella trappola di schierarmi a favore o contro i vaccini. Efficaci? Non abbiamo prove che senza la vaccinazione le cose sarebbero andate peggio…”.

Pensieri (confusi), parole (troppe), opere (ancora da vedere) e omissioni (nessuna, purtroppo per lui) che certamente avrebbero fatto discutere, vista la loro problematicità ma che sarebbero rimaste nell’alveo della polemica politica se Gemmato, nato a Bari cinquant’anni fa, di professione farmacista, non fosse Sottosegretario alla Salute.

Apriti cielo.

Tutte le opposizioni si sono mobilitate a richiederne – con qualche motivazione – le dimissioni.

“Mi devo dimettere? Mai!”.

E Gemmato motivi per stupirsi di chi si è sorpreso delle sue dichiarazioni ne ha ben donde.

Perché mentre lui ne parlava con un perplesso Aldo Cazzullo, la Premier Giorgia Meloni era impegnata A Bali, in Indonesia, per il G20, nell’evento più atteso dell’anno e forse anche quello, come spesso avviene, più sopravvalutato.

Al G20, la Premier si è lasciata andare a frasi che, se vogliamo, cozzano ancora di più con quel senso di prudenza per ciò che abbiamo affrontato negli ultimi due anni e di rispetto per i milioni di morti nel mondo.

“La pandemia è una situazione di pericolo che abbiamo il dovere di affrontare in maniera strutturale senza mai cedere alla facile tentazione di sacrificare la libertà dei nostri cittadini in nome della tutela della loro salute”.

Non c’è stato nessun tema ambiguo su cui la Meloni sia rimasta così coerentemente sulle sue posizioni come quello medico-sanitario: ha esordito riabilitando i medici no-vax, eliminato le multe a chi aveva deciso di non vaccinarsi, detto chiaro e tendo in una occasione ufficiale – la fiducia alle Camere – che “la scienza è stata trattata come fosse religione”: senza spirito critico, senza amletici dubbi, senza discussioni.

Come dovrebbe essere trattata la scienza, in sintesi.

Questa volta, però, la Meloni dice qualcosa di più e di diverso: “non c’è salute senza libertà”.

Ora, la libertà è momento essenziale della vita di ogni persona ed è proprio su questo perno che è nata, si è sviluppata e si è rafforzata la democrazia moderna.

Non a caso i rivoluzionari francesi l’avevano messa al primo posto, facendola seguire dagli altri parimenti essenziali principi dell’uguaglianza e della fraternità.

Ma è altrettanto vero che, forse, non c’è tema che maggiormente rischi di collidere con quello della libertà di quello della salute umana.

Senza vita non c’è libertà, senza vita non ci sono diritti costituzionalmente garantiti, senza vita non c’è null’altro da difendere, da garantire.

Ed è proprio perciò che, pur di difenderla, possiamo – anzi, dobbiamo – rinunciare, se necessario, a piccole particelle della nostra libertà, senza perderla davvero ma riconquistandola dopo, col sapore dolce di chi può ancora respirare la confortevole aria del futuro.

Per questo motivo, l’Onorevole Presidente Meloni dà a intendere un mondo nel quale ai diritti non si accompagnino – come sosteneva Mazzini e come afferma anche la nostra Costituzione – i doveri; dove la libertà smette di essere tale per trasformarsi in arbitrio, anarchia; dove le ingombranti catene del paternalismo non vengono sostituite da quelle altrettanto forti del rispetto per gli altri.

In definitiva, cos’è la salute senza la libertà? È tutto se ci consente di godere di maggiore libertà in futuro. Perché la libertà, senza salute, semplicemente non esiste.

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