“Amare Salerno a prescindere dai colori politici”. Intervista ad Antonino Papa

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-di Claudia Izzo-

Antonino Papa, ex bancario con 30 anni di esperienza, ora consulente in materia d’investimenti, opinionista presso la testata salernonews24,  è caratterizzato  da uno sviscerato attaccamento alla sua città, Salerno. Spesso coinvolto in attività di impegno civico, evidenzia in questa intervista  la sua visione del futuro tra le fila de “La Nostra Libertà” che esprime l’avv. Antonio Cammarota quale candidato sindaco.

“Amare Salerno a prescindere dai colori politici” è la base su cui poggia la sua candidatura. Lei ha spesso parlato di “immobilismo”, ritiene che la politica tradizionale sia inadeguata a livello locale ?

Assolutamente sì, se  mi consente direi che è inadeguata anche a livello nazionale perché non è più “politica” ma una Babele di interessi intorno ai quali si costruiscono programmi mirati ad avvantaggiare l’una o l’altra parte ed a farne le spese sono sempre i cittadini.

Di qui la sua scelta di una lista civica. Perché “La Nostra Libertà” ?

Perché rappresenta il modo di far politica a livello civico che dovrebbe essere uno standard, ovvero è innanzitutto un’associazione di cittadini accomunati dal solo interesse di rendere Salerno una città migliore qualitativamente in ogni ambito, economia, turismo, occupazione e soprattutto adeguato supporto a coloro che attraversano difficoltà.

Tutto ciò si concretizza con una presenza costante sul territorio, ascolto a 360 gradi di quelle che sono le criticità di volta in volta evidenziate dagli abitanti e formulazione di proposte concrete al fine di arrivare a soluzioni.

Quali sono, a suo avviso,  le criticità a Salerno ?

Innanzitutto l’immobilismo degli ultimi anni che ha portato la città ad un decadimento qualitativo, e non è necessario ricorrere alla classifica del Sole24Ore per rendersene conto perché lo si comprende ad occhio nudo.

In secondo luogo l’assenza di idee allo scopo di far ripartire il turismo ed il commercio, ad esempio; l’assenza di controlli a livello urbano, se non accennati in questo ultimo periodo, e solo in centro, al pari dei famosi “cantieri” che arrivano sotto elezioni. Potrei aggiungere l’assenza di un nuovo piano traffico e l’annoso problema dei parcheggi.

Criticare è semplice, risolvere è un compito molto più arduo, quali idee ?

Esiste una proposta base scaturita da un’idea del nostro candidato sindaco, Avv. Antonio Cammarota, che consiste nella delocalizzazione del porto commerciale; già questa potrebbe essere una enorme spinta per occupazione e ritorno ad una cosiddetta reale “città turistica”.

Per quanto mi riguarda, ho proposto un festival sulla falsariga di Umbria Jazz da inserire in periodi morti dell’anno e, soprattutto, un trust per il commercio basato su agevolazioni fiscali o totali esenzioni tramite le cosiddette Zone Franche Urbane.

In conclusione, cosa sente di dire ai salernitani a sostegno del candidato sindaco Cammarota, e nello specifico della sua candidatura ?

Innanzitutto ciò che mi accomuna al nostro candidato sindaco, ovvero uno sviscerato attaccamento alla città scevro da secondi fini che mira a migliorare Salerno come se fosse la nostra casa; in secondo luogo, ritengo la logica dell’alternanza un’espressione di democrazia, sarebbe alquanto normale cambiare direzione dopo circa venti anni, soprattutto alla luce del decadimento degli ultimi tempi. Ciò che non mancherà è la volontà e l’impegno costante e concreto, è ovvio che nessuno ha la becchetta magica ma l’immobilismo assolutamente no.

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