16 Marzo 1978/2018: nuovo compromesso storico?

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A 40 anni dal sequestro Moro, l’Italia cerca ancora una strada politica- di Claudia Izzo-

Oreste Leonardi, 52 anni, Domenico Ricci, 42 anni, Francesco Zizzi, 30 anni, Giulio Rivera, 24 anni, Raffaele Iozzino, 24 nni: sono questi i nomi degli agenti di Pubblica Sicurezza, vittime dell’agguato di stampo terroristico di via Mario Fani a Roma; erano gli uomini della scorta dell’esponente DC Aldo Moro sequestrato e poi ucciso.

Siamo nel 1978, ore 9 del 16 marzo quando militanti delle Brigate Rosse danno vita a quella che è passata alla storia come la strage di via Fani che porterà al sequestro di Aldo Moro  ed alla morte sua e della scorta;  una dolorosa ed intricata pagina di storia italiana.

Quel giorno, alle ore 10,00 era previsto alla Camera dei Deputati il dibattito ed il voto di fiducia per il Quarto Governo presieduto da Giulio Andreotti. Una manovra politica voluta da Moro in cui il PCI avrebbe concorso alla maggioranza parlamentare. Si apriva un discorso tra DC e PCI, i maggiori partiti politici  italiani “per trovare un’area di concordia”.

55 i giorni di sequestro per poi ritrovare il cadavere di Moro nel bagagliaio di una Renault 4 in via Michelangelo Caetani. Era stato Moro il principale interlocutore del segretario PCI Enrico Berlinguer ed il PCI aveva nutrito la speranza di far parte del Governo, una speranza vana. Solo un anno dopo il PCI si ritira dalla maggioranza perché la DC ne blocca l’ingresso.

Storia di un compromesso storico che ritorna, su un nuovo tavolo, proprio in questo marzo 2018, a 40 anni tondi tondi dal sequestro Moro. Il PD offre appoggio al vincente M5S. Il rischio è la frammentazione e questo lo sanno eletti e non, del 4 marzo scorso.

Tra unioni civili, migranti e ius soli, il M5S brilla di luce propria. Opportunismo?

40 anni fa si parlava di ideali e Moro ne garantiva l’autenticità. Oggi ?

 

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