Un abito, un roseto vagante

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di Clotilde Baccari-

Amore, passione, fascino, grazia, eleganza e portamento sono i segreti di una rosa proprio come quelli di una donna elegante e raffinata.

Rose, femminilità e moda, un trinomio inscindibile in cui l’eleganza non è appariscenza ma equilibrata  mescolanza di bellezza, portamento, misura, proporzione, emozione e stupore con  grazia, avvenenza, magnificenza, fascino, armonia , leggiadria, amenità, splendore, incanto, pregio.  Dalla consapevolezza di questa naturale mistura deriva la rosa, primadonna anche  nella  moda come  metafora di femminilità.

Sulla scia della moda europea ottocentesca che risponde al gusto delle corti, nel ‘900 nasce la moda italiana che, con forte senso estetico e artistico, si impone all’Europa attraverso le celebri esposizioni di Milano e di Torino e che troverà in Rosa Genoni la promotrice di una moda tutta autoctona all’insegna del giusto connubio tra stile e bellezza naturale: un tripudio di fiori e tonalità cromatiche, volte a riproporre il magico incanto della Primavera di Botticelli.

L’emozionalità della natura “sale in passerella” e dire “tessuto” significa raccogliere in un abito la natura con tutte  le sue meraviglie. L’Alta Moda italiana, da Biki a Capucci, Ferré, Armani, Valentino e così pure l’Haute Couture parigina con Dior e Yves Saint Laurent e il prêt à porter internazionale con Ken Scott e Leonard vanno a fondere l’approccio culturale con  quello artigianale, attingendo da illustrazioni naturalistiche, riproponendo sugli abiti un immaginario visivo e suggellando l’inscindibilità tra la moda e il fiore.

Ancora una volta saranno le rose a imporsi con le più calde tonalità cromatiche: rosso, rosa, arancio, fucsia, con sbuffi e fiocchi, paiettes di oro, di platino, il tutto in un tripudio di chiffon e sete leggere. Rose su abiti, camicie, pantaloni e gonne, ma anche su borse, scarpe, cappelli in una totale commistione di femminilità e seduzione.

La centralità della rosa come soggetto floreale nella sartoria di alta moda trova una emblematica conferma in diverse opere di Salvatore Dalì “Donna con una testa di rose” in cui raffigura il corpo femminile con la testa trasformata in bouquet di rose e anche nella scultura in bronzo “Omaggio alla Moda”

Disegnare abiti, non è una professione. E’ un’arte. Una delle arti più complesse, difficili, sconfortanti perché un vestito, quando nasce, appartiene già al passato. Un vestito non rimane attaccato al muro come un quadro, né tantomeno la sua esistenza potrebbe essere paragonata a quella di un libro. Così scrive Elsa Schiapparelli, la “divina” amata da Dalì e da Cocteau, che per lei dipinge un abito da sera che è un tripudio di rose.

Penso che nulla sia più difficile per un vero pittore che dipingere una rosa, perché per dipingerla deve dimenticare tutte le rose che ha dipinto prima, diceva Henri Matisse. L’unicità di una rosa è l’unicità di un abito.

Un vestito vive solo se lo si indossa – scriverà ancora la Schiapparelli – Personalità che lo animano, lo esaltano, lo distruggono o lo trasformano in un inno alla bellezza. Accade, a volte, che un abito diventi un oggetto banale, una misera caricatura di ciò che tu desideravi fosse, un sogno, semplicemente un modo di esprimersi”.

L’abito, nell’immaginario femminile, un sogno, una unicità proprio come la rosa e l’atelier di  ogni stilista diventa regno dell’imponderabile, del sorprendente: colori dalle sfumature particolari, come il blu pervinca o il lavanda, il verde lattuga, l’arancio luce, esaltazione delle linee e delle forme, proprio come nel tripudio cromatico di un roseto.

La Maison Cristian Dior proporrà nelle sue collezioni mille interpretazioni della regina dei fiori, “stampata, ricamata, prepotente e preponderante su accessori e materiali. La rosa come provocazione di una sensualità sfrontata, così come della passionalità più audace. Sempre protagonista l’abbiamo vista creativa, emergere da cespugli di organza fiorata e disseminata tra i tessuti più vari, fino a riscoprirla in applicazioni ricamate sul tulle, in una vena artistica e sofisticata.” La rosa non solo come particolare romantico ma anche nel suo proporsi come metafora di una donna incisiva e carismatica.

La commistione tra moda e natura è proprio nel miracolo della creatività: identica l’emozione di un rosista dinanzi alla rosa da lui ibridata e quella di uno stilista nell’ammirare l’abito da lui realizzato appena indossato dalla sua modella.

I rosisti Barni, grandi ibridatori, in omaggio alla creatività e alla bellezza,  hanno dedicato alcune tra le loro più belle rose agli stilisti di moda. Per realizzare meravigliosi esemplari, hanno attinto dalle più importanti collezioni di rose settecentesche e ottocentesche, tra albe, galliche, damascene, centifolie, moscate e tra borboniane, rose di Portland, noisette, muscose ibridi perpetui, cinesi e prime tea. “La rosa Valentino” di color rosso, dai petali carnosi e vellutati, rende omaggio al colore preferito dallo stilista “il rosso Valentino”, una tonalità calda e avvolgente, non solo per gli abiti di gran classe del famoso artista, ma anche per i dettagli. “Una donna vestita di rosso non sbaglia: è un colore che dona allegria. Il rosso è vita, passione, amore; è il rimedio contro la tristezza. Penso che una donna vestita di rosso soprattutto di sera sia meravigliosa. E’ tra la folla la perfetta immagine della Eroina” afferma lo stilista.

Bellissima, anche, “la rosa Anna Fendi” , una varietà che fa parte  della collezione “Le Toscane”, realizzata dai vivaisti Barni.

La rosa si apre con boccioli tondeggianti e compatti, con fiori a coppa di colore albicocca intenso che sfuma in un tenue colore crema. “Il bello -per Anna Fendi -non è un concetto astratto ma una aerea presenza; il bello sta nella ricerca di qualcosa che nella sua eccellenza porti beneficio e benessere agli altri”. Negli abiti di Anna Fendi c’è un mondo di sogni e di colori che apporta dolcezza al cuore.

Moda e natura si abbracciano e i rosisti non trascurano nessuno dei grandi stilisti, Rosita Missoni, Roberto Capucci, Wanda Ferragamo insieme a tanti altri non dimenticando Anna Molinari, la regina delle rose, con la sua capacità di coniugare delicatezza e armonia fra ciò che è dentro ciascuno di noi e la natura circostante: accessori a forma di rosa, borse con rose stampate di ogni colori e di varia flessuosità, abiti come roseti vaganti. Rose stampate, addolcite nella rotondità dei petali e nella delicatezza di colori. Dedicata a lei una rosa con petali grandi e doppi, dalle molteplici sfumature, dal giallo più intenso al centro che sfuma in un rosa chiaro  sull’orlo dei petali.

Colori caldi quelli che la natura regala agli “artisti dei tessuti” che, con attenta precisione e con estrema gratitudine, li accolgono come un dono ricevuto da una pronuba madre, consapevoli con Amy de La Haye  che “la semplice aggiunta di una rosa in un’asola o ad un corsetto può trasformare chi la indossa in un principe o in una principessa”

 

Rose Pixabay License

Rosa Centifolie Pixabay License

“Rosa ‘Anna Fendi ®'” is licensed under CC BY-SA 3.0 Image by Andrea Moro
© Department of Life Sciences, University of Trieste
License 
CC-SA-BY

“anna molinari-244” by Sara Cimino is licensed under CC BY 2.0

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