L’Equiseto, pianta …per gli “anta”

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-di Clotilde Baccari-

L’Equiseto deve il suo soprannome di “coda di cavallo” all’aspetto filiforme dei suoi rami.

Questa pianta, largamente diffusa e molto comune in Europa, è straordinaria per la sua composizione ma anche per il suo passato. Infatti  esisteva già in epoche antichissime: il suo utilizzo nella medicina popolare per le sue virtù remineralizzanti risalgono XVI sec.

Recentemente la scoperta della straordinaria ricchezza minerale dell’Equiseto, particolarmente ricco di silicio organico, ha permesso di comprendere meglio l’azione benefica di questa pianta.

Stimola la sintesi del collagene contenuto nei tessuti ossei e connettivi e favorisce la ricostruzione delle cartilagini nel corso delle malattie articolari: i soggetti che soffrono di problemi articolari o reumatici apprezzeranno molto i suoi benefici per il miglioramento della mobilità articolare. Il silicio, infatti, facilita anche la saldatura delle fratture, favorendo la formazione del callo osseo.

Inoltre, migliora  sensibilmente l’elasticità dei tendini e li protegge durante gli sforzi sportivi. Le carenze  di silicio sono frequenti e aumentano con l’età, di qui l’interesse per cure regolari a base di Equiseto per beneficiare pienamente di tutti i suoi effetti remineralizzanti. Questa straordinaria pianta ha  anche un effetto diuretico, si usa per lottare contro i problemi di ritenzione idrica.

Immagini Pixabay License

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