Le rose di Paestum

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-di Clotilde Baccari

Rosa “Esiste una varietà infinita di rose, più belle della rosa centifoglia, nella forma, nel profumo, nel colore. Portano nomi altisonanti: Rosa Soraya, Rosa Grace di Monaco, Rosa Elena di Romania. Nessuno, però, ha avuto nella letteratura l’apologia della rosa “centifoglia”, cioè della rosa “orgoglio di pesto”, della rosa pestana.

I naviganti ornavano le carene delle loro navi di festoni di rose, i convitati cingevano corone di rose prima di sedersi a tavola. La storia si scrive anche sui petali di rose!” (Mousiké, III Quaderno, Battipaglia

 

 

Tra pacifici olivi e alti cipressi,

lungo il sentiero che porta alla casa

dai rossi mattoni, di crepe segnata,

da cespugli di rovi, come stelle di terra

che guardano il sole, un mare di rose…

Piccole, leggere le foglie, sottili gli steli,

intenso e avvolgente il profumo

di petali allegri.

Figlie del cielo, gioia della terra,

rose damascene di peonie sorelle;

antiche rose di Paestum,

vestali ansanti tra altari fumanti,

tra ruderi sparsi, tra colonne svettanti,

sacre sacerdotesse preganti

tra antiche pietre e petali grondanti.

Rose a cespugli, lievemente adagiate

su muri a secco di pietre dal tempo levigate;

rose rifiorenti, rose morbide e spettinate,

fedeli testimoni di gesta narrate.

 

 

 

 

 

 

Roberta Renucci, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons

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