Voci Migranti: Juan Vicente Piqueras a Salerno

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Venerdì 26 agosto 2022, alle ore 20,00, nell’ambito del progetto “Voci Migranti” promosso e finanziato dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Salerno e curato da Casa della poesia, si svolgerà una lettura poetica di Juan Vicente Piqueras, una delle voci più belle della poesia spagnola contemporanea. Il progetto sarà ospite della Provincia di Salerno, con il patrocinio della Presidenza, e si svolgerà all’Arco Catalano, in  Via Mercanti 67.

La lettura del poeta spagnolo “viaggerà” nei libri “Vigilia di restare”, antologia che raccoglie le sue poesie più belle degli ultimi anni e “Padre”, il nuovo straordinario libro del poeta spagnolo, dedicato a Fermin Piqueras Carcel, suo padre, alle sue radici rurali, ai rimpianti, alla malattia del genitore. Un libro, intenso, commovente, eppure leggero e delicato. Le traduzioni delle poesie di Piqueras sono di Raffaella Marzano.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
In caso di eventi atmosferici sfavorevoli l’incontro di svolgerà alla Pinacoteca Provinciale di Salerno (via Mercanti, 63).

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Hanno scritto di Piqueras:

Leggo i versi e rimbalzano dentro per un’eco di rassomiglianze, anche lui partito ragazzo lasciando casa e città, spaesato nei ritorni, persa l’appartenenza, rimasta come un tatuaggio la provenienza.
Suo padre è stato contadino, mestiere terrestre per chi lo guarda fare. Per chi lo fa è invece la fitta consultazione con il cielo, il vento, la grandine, la siccità, le lune. Le semine, i raccolti si fanno alzando prima la testa in alto a chiedere permesso. Si segue anche il volo degli uccelli che sono gli interpreti più esperti. Juan Vicente scrive che suo padre era un traduttore del cielo.
– Erri De Luca

Nelle sue poesie i miei occhi hanno raccolto schegge di luce che mi hanno portato lungo rotte e sentieri così carichi di nuvole misteriose e avvolgenti da farmi capire che Juan Vicente Piqueras è poeta alto.
– Tonino Guerra

La poesia di Juan Vicente Piqueras è precisa e vibrante come l’ago della bussola. Indica un porto che non sta in nessuno dei quattro punti cardinali ma in luogo incerto e sicuro tra la mente e il mondo.
– Marco Lodoli

Juan Vicente Piqueras è uno dei poeti che accorrono in mio aiuto quando mi accingo a scrivere. Mi nutro della sua freschezza, della sua musicalità e mi diverto. E non esiste cosa più seria dello humour con cui circonda le sue poesie, perché con esso rivela una visione generosa della vita, di quella vita che i Poeti sono condannati a cantare.
– Luis Sepúlveda

Piqueras ci cattura nella sua invisibile ragnatela magica. Ci ammalia prima di capirlo. Dice di più di quello che dice.
– José Hierro

Juan Vicente Piqueras è un caso singolare nella poesia spagnola contemporanea. Nato e cresciuto in campagna, in una casa senza acqua e senza libri, nel piccolo villaggio di Los Duques de Requena (Valencia), ha pubblicato il suo primo libro, “Tentativas de un héroe derrotado”, nel 1985. Laureato in Filologia Spagnola all’Università di Valencia, ha lasciato presto la Spagna e ha vissuto, e scritto le sue opere, in Francia, Italia (dichiara che Roma è la sua “anima città”), Grecia, Algeria, Portogallo, e ora Giordania.

Ha lavorato come attore, sceneggiatore, annunciatore radio, sottotitolatore di film, traduttore e professore di spagnolo per stranieri. Si è dedicato alla poesia e alla diffusione della lingua e della cultura spagnola ed ispanoamericana. Lavora per l’Istituto Cervantes. Da settembre 2019 abita ad Amman.

Sedici i libri di poesia pubblicati: “Tentativas de un héroe derrotado” (1985), “Castillos de Aquitania” (1987), “La palabra cuando” (1991, premio José Hierro), “La latitud de los caballos” (1999, premio Antonio Machado), “La edad del agua” (2004), “Adverbios de lugar” (2004), “Aldea” (2006, premio Valencia e premio del Festival Internacional de Medellín), “Palmeras” (2007), “La hora de irse” (2010, premio Jaén de poesía), “Yo que tú” (2012), “Atenas” (2013, premio Loewe), “El cielo vacío” (2013), “La ola tatuada” (2015), “Padre” (2016), “Animales” (2017), “Narciso y ecos” (2017) e “Ascuas” (2019).

In Italia ha pubblicato: “Mele di mare” (ed. Le Lettere, Firenze, 2003), “Palme” (ed. Empiría, Roma, 2005) “Braci” (ed. Empiría, Roma, 2010), “Avverbi di luogo” (Lietocolle, 2019), “Vigilia di restare” (Multimedia Edizioni, Salerno 2018) e “Padre” (2021).

Intensa la sua attività di traduttore: “Poesía Completa” di Tonino Guerra (2011), “Una calle para mi nombre” (antologia del poeta bosniaco Izet Sarajlic, 2003), “Cosecha de ángeles” (antologia della poetessa rumena Ana Blandiana, 2007), “El hambre del cocinero” e “Encima del subsuelo” di Kostas Vrachnós (2008 e 2014), “El huésped en el bosque” (antologia di Elisa Biagini, 2010), “Refugiarme en una palabra” di Cesare Zavattini (2016) e “Mordiscos y plegarias” di Sabrina Foschini (2020).

Ha partecipato nel 2000 a “Verba Volant. Incontri internazionali di poesia” a Salerno e a “Lo spirito dei luoghi. Incontri internazionali di poesia” nella Casa della poesia, nel 2001 alla manifestazione “Poesia contro la guerra” e nel 2002 a “Il cammino delle comete” a Pistoia e agli “Incontri internazionali di poesia a Sarajevo” nel 2002 e nel 2003, a “La poesia resistente” nel 2012.

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