Un mondo senza bandiere nella poesia di Gëzim Hajdari

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Ogni giorno creo una nuova patria

in cui muoio e rinasco,

una patria senza mappe, né bandiere

celebrata dai tuoi occhi profondi

che m’inseguono per tutto il tempo

nel viaggio verso cieli fragili.

In tutte le terre io dormo innamorato,

in tutte l dimore mi sveglio bambini,

la mia chiave può aprire ogni confine

e le porte di ogni prigione nera.

Ritorni e partenze eterne il mio essere

da fuoco a fuoco, da acqua ad acqua.

L’inno delle mie patrie: il Canto del merlo

che io canto in ogni stagione di luna calante,

sorta dalla tua fronte di buio e di stelle

con la volontà eterna del dio sole.

 

Scegliamo oggi questi versi del grande poeta albanese Gëzim Hajdari (tratti dalla raccolta “Poesie scelte” Besa Editrice 2021) considerato uno dei maggiori poeti contemporanei, per ricordare che a volte, ci vorrebbe un mondo senza bandiera per poter salvarci dalla guerra. .

Nato il 25 febbraio 1957 a Hajdaraj, è considerato uno dei maggiori poeti albanesi contemporanei. È nato in una famiglia di ex proprietari terrieri, i cui beni sono stati confiscati durante la dittatura comunista di Enver Hoxha. Ha studiato all’Università di Elbasan e alla Sapienza di Roma. In Albania ha svolto vari mestieri umili. Nell’inverno del 1991, Hajdari è tra i fondatori del Partito Democratico e del Partito Repubblicano della città di Lushnje, partiti d’opposizione e verrà  eletto segretario provinciale per i repubblicani nella suddetta città. È stato cofondatore del settimanale di opposizione Ora e Fjalës, nel quale svolgeva la funzione di vice direttore. Allo stesso tempo scriveva sul quotidiano nazionale Republika. Nel corso della sua intensa attività di esponente politico e di giornalista d’opposizione in Albania, denuncia pubblicamente e ripetutamente i crimini del ex-regime di Enver Hoxha, nonché la corruzione e gli affari sporchi tra mafia e i politici dei regimi corrotti post-comunisti di Tirana. Anche per queste ragioni, a seguito di ripetute minacce di morte, è stato costretto, nell’aprile del 1992, a fuggire dal proprio paese.

Bilingue e translingue, scrive e traduce in albanese e in italiano. Ha tradotto diversi poeti albanesi in italiano. È stato invitato a tenere conferenze, lezioni e presentare la sua opera in diversi paesi e università europei, ma mai in Albania, dove il suo contributo letterario viene ignorato volutamente dalla cultura di potere.

La sua opera è oggetto di studi accademici in diverse università del mondo.

È cittadino onorario per meriti letterari della città di Frosinone. Dirige la collana di poesia “Erranze” per la casa editrice Ensemble di Roma. Ha vinto numerosi premi letterari. Sue opere, oltre all’italiano, sono tradotte in tedesco, spagnolo, inglese, francese.

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