“Felice chi è diverso”: il 12 giugno 1906 nasceva Sandro Penna

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Solitario e anticonformista, era, per il critico Cesare Garboli, il poeta capace di “trascrivere direttamente dal vissuto” a cui Pier Paolo Pasolini dedicò, nel 1960, due capitoli del suo volume di saggi Passione e ideologia e una recensione di Un po’ di febbre (Scritti corsari).

Parliamo di Sandro Penna, perugino classe 1906,(muore nel 1977), “una delle voci più dense e pure della poesia del Novecento”, poi purtroppo oscurata. Penna infatti ha avuto una posizione appartata nel panorama della poesia del Novecento.

Il tratto dei suoi versi è breve, rapido, il linguaggio facile ed immediato, la sua è la descrizione della realtà attraverso la narrazione, un affresco della vita. La sua poesia è trasgressione per colmare il vuoto di un mondo che lo ha relegato ai margini. I suoi sono aforismi ricchi di significati concreti e nitidi.”

Lo ricordiamo nell’anniversario della sua nascita con questi versi:

“Felice chi è iverso

Essendo egli diverso.

Ma guai a chi è diverso

Essendo egli comune.

Penna entra in contatto con intellettuali del calibro di  Umberto Saba, Carlo Emilio gadda, Cesare Pavese, Pier Paolo Pasolini, nel 1939 pubblica la sua prima raccolta di versi e nel 1957 vince il Premio Viareggio per la raccolta Poesie, pubblicata nel 1956. Con Stranezze nel 1977 vince il Premio Bagutta.

Le poesie  di Penna vengono anche tradotte e inserite in diverse antologie all’estero. Dopo la sua morte escono diversi inediti, e la sua pudica omosessualità non è più considerata scandalosa, a Perugia, sua città natale, gli viene intitolata una Biblioteca,  a Perugia e a Roma gli vengono  intitolate due strade.

 

 

[[File:Sandro Penna 1974.jpg|Sandro_Penna_1974]]

Vittoriano Rastelli, Epoca (rivista), 7 dicembre 1974.Dominio Pubblico.

 

 

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