Pioppi, capitale dei vini biologici e biodinamici: tutti i vincitori del Premio Vigna Bio

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Anche quest’anno, per la sesta volta, Pioppi è diventata capitale dei vini campani biologici e biodinamici.

Si è svolta, infatti, presso il Museo Vivente della Dieta Mediterranea, la rassegna dal titolo “Il mare color del vino”, proprio per testimoniare l’importanza di una viticoltura più responsabile e in grado di difendere quei principi di biodiversità e rispetto della natura che sono insiti nel concetto di dieta mediterranea.L’evento si è svolto in collaborazione con Legambiente, Scuola Europea Sommelier, Luciano Pignataro Wine Blog e la Regione Campania.

I giurati, nei giorni precedenti al fine settimana 6 e 7 agosto, hanno avuto modo di degustare tutti i campioni giunti, ovviamente alla cieca, e hanno stilato la classifica definitiva in relazione alle quattro categorie previste.
La giuria, presieduta da Francesco Continisio, Presidente della Scuola Europea per Sommelier, è stata composta da sette membri: Maria Manuela Russo (tecnologa alimentare), Enrico Malgi (giornalista di Luciano Pignataro Wine Blog), Yuri Buono (giornalista e sommelier), Mario Punzi (Fiduciario Slow Food di Salerno), Luigi Vicinanza (agronomo) e Nino Maiese (per la categoria dei consumatori).

Per i vini bianchi il primo posto è andato al Vesuvio Bianco DOP “61·37 Contradae” di Casa Setaro di Trecase (NA), seguito dal Greco di Tufo DOP dell’azienda “Le Ormere” di Santa Paolina (AV), mentre il terzo posto è stato assegnato al Fiano Cilento DOP “Cumalè” dell’azienda Casebianche di Torchiara (SA).
Per la categoria vini rosati è stato assegnato un unico premio all’Aglianico Rosato Colli di Salerno IGP “Primavera” dell’azienda Casula Vinaria di Campagna (SA).

Per la categoria vini rossi giovani il gradino più alto del podio è stato occupato dal “Merlonero” dell’azienda Fontana Reale di Benvento, mentre il secondo classificato è stato il Piedirosso “7 Moggi” dell’azienda Sorrentino di Boscotrecase (NA), mentre il terzo posto è stato riservato all’Aglianico IGP Paestum “Corleto” senza solfiti aggiunti, dell’azienda San Salvatore di Giungano (SA).

Per la categoria vini rossi affinati, il primo posto è andato al Colli di Salerno Aglianico IGT dell’azienda Mila Vuolo di Salerno, mentre il secondo piazzamento è stato raggiunto dal Costa d’Amalfi DOC “Ragis” dell’azienda Le vigne di Raito di Vietri sul Mare (SA) e il terzo classificato è stato l’Aglianico IGP “Vantanara” dell’azienda agricola San Teodoro di Roccamonfina (CE).

Il premio speciale “vino della dieta mediterranea” è andato all’Aglianico IGP Paestum “Donnaluna” dell’azienda De Conciliis di Prignano Cilento (SA), anche per l’attenzione con la quale questa storica cantina vitivinicola continua a produrre vini nel pieno rispetto dell’area incontaminata dove sorgono i vigneti di proprietà.

Il programma riservato al pubblico intervenuto si è snodato lungo una due giorni molto piacevole, non solo per il fatto che l’evento si sia svolto presso il terrazzo esterno del Museo a due passi dal mare, ma anche per i laboratori previsti. La sera di sabato 6 agosto, infatti, è stata la volta della masterclass “Flysch e Lapilli: Cilento e Vesuvio a confronto”. Il sommelier Francesco Continisio, la tecnologa alimentare Maria Manuela Russo e il giornalista Yuri Buono, hanno spiegato agli astanti la differenza di terroir tra le due zone ed è stata eseguita una degustazione comparata di quattro vini, due per ogni areale, proprio per esaltare le differenze dovute all’influenza dei due elementi, frutto di millenni di una diversa storia geologica.

La serata è continuata con il laboratorio riservato alla Comunità del Cibo del Fusillo Felittese e al concerto di Piera Lombardi che, con il suo repertorio di musica popolare e cilentana, ha riscaldato i cuori di quanti, in questo lembo di terra, hanno vissuto una guerra fratricida sulla pelle della propria famiglia.
Domenica 7 agosto, invece, la serata di approfondimento sui vini è stata riservata all’Aglianico e alla Falanghina e al racconto dei vini della Magna Grecia introdotti da Yuri Buono e degustati dal giornalista Luciano Pignataro e dal sommelier Francesco Continisio. Sono stati scelti areali diversi, proprio per esaltare le doti di due vitigni che, giunti da lontano, hanno trovato in Campania un territorio di elezione.
La serata è continuata con lo stand gastronomico del ristorante “A casa di Delia” e con lo spettacolo di Amedeo Colella che, accompagnato alla chitarra dal maestro Francesco Cuomo, ha raccontato con verve e simpatia la lunga storia della cucina napoletana e campana e le correlazioni di termini e usanze frutto delle varie dominazioni.

Ancora una volta, Pioppi, il comune di Pollica e il Cilento salgono in cattedra quando si tratta di raccontare questi luoghi unici al mondo e di difendere processi agronomici più rispettosi della natura che ci è stata donata, valorizzando i principi della dieta mediterranea.

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