La Pasqua alla corte degli Zar con le uova di Fabergè

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di Luigi D’Aniello-

L’uovo, si sa, è simbolo di rinascita e regalarne a Pasqua è un augurio che viene da lontano.

Per gli egizi l’uovo diveniva fulcro dei quattro elementi dell’universo, cielo e terra creavano un unico uovo per antiche credenze pagane, mentre i persiani scambiavano uova di gallina al sopraggiungere della bella stagione.

Nel medioevo venivano decorate e regalate alla servitù, mentre con il Cristianesimo l’uovo rappresenta la resurrezione di Gesù.

Ad un uovo, secondo la leggenda, è legata la sopravvivenza della città di Napoli.
Si narra che, nel Medioevo, l’alchimista Publio Marone richiuse un uovo magico all’interno di una gabbia di ferro, murata in una nicchia nelle fondamenta del castello dell’Ovo, dicendo che la rottura dell’uovo sarebbe coincisa con la fine di Napoli Esotericamente l’uovo racchiude in se l’origine di tutte le cose possibili e impossibili.

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Ma chi in gioielleria ha reso l’uovo un icona entrando di diritto nella storia è stato Peter Carl Fabergé, nato a San Pietroburgo nel 1846, figlio di un gioielliere originario della Francia, che ad una mostra di gioielli fu notato dallo zar Alessandro III che nel 1885 gli commissionò il primo uovo di Pasqua in oro per la moglie Maria Fedorovna.

Fu il primo di 52 uova, oggetti di grande creatività, unici, di inestimabile valore.

Il primo era bianco e come una sorta di scatola cinese inglobava al suo interno un tuorlo tutto d’oro che conteneva la miniatura di una gallinella d’oro con gli occhi di rubino che racchiudeva una copia della corona imperiale contenente un rubino a forma di uovo.

Quest’opera valse a Fabergè  la nomina di gioielliere ufficiale della Corte Imperiale e da allora realizzò un uovo più bello dell’altro.

Il numero esatto delle uova realizzate varia a seconda delle fonti, dovrebbero essere in tutto circa una sessantina, ognuno realizzato con preziosissime gemme, rubini e pietre varie e ognuno contenente una sorpresa legata alla simbologia imperiale russa.  Difficile stabilire quale fra le molteplici uova possa definirsi la più bella.

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Fra le più particolari secondo me vi è l’uovo dello Yacht Štandart, un uovo contenente al suo interno una riproduzione del famoso yacht imperiale. Altro uovo molto bello è quello del quindicesimo anniversario dell’incoronazione di Nicola II e sua Moglie Alexandra, il quale presenta 16 miniature, tra cui i ritratti dei due sovrani, dei loro figli, lo zarevic Aleksej e le Gran Duchesse Tatjana, Olga, Marja e Anastasia, e i momenti salienti del regno dello Zar, tra cui un mini ritratto della sua incoronazione.

Con lo scoppio della rivoluzione Russa nel 1917 quando la famiglia imperiale russa venne massacrata, delle uova andarono disperse, ma oggi sono state ritrovate quasi tutte e sono divise tra musei e collezioni private, ad esempio, tre appartengono alla collezione della Regina Elisabetta e un altro a quella di Alberto di Monaco. Addirittura, Viktor Vekselberg, famoso collezionista russo , ne possiede ben quindici.

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Per comprendere il loro valore, un uovo di appena due centimetri di altezza è stato venduto ad un’asta ad oltre undicimila sterline, mentre ad una vendita da Christie’s a Londra, un uovo fu aggiudicato  a 9 milioni di sterline, 13.925.609

Una delle uova che giaceva in un mercatino di antiquariato negli Stati Uniti fu acquistato per otto mila euro da un commerciante di ferramenta che voleva fonderlo, fin quando non scoprì il suo valore pari a 20 milioni di euro

La storia delle Uova Fabergé rimane sempre affascinante, non solo per la minuzia dei dettagli, ma anche per quell’alone di mistero che le avvolge che fa sì che l’interesse per questi oggetti rimanga vivo nonostante siano passati così tanti anni.

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