Ascea, una Ferrari senza pilota

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di Antonino Papa-

Ascea, antica terra di filosofi e pensatori, cuore della Magna Grecia, sorge su un territorio baciato dal sole durante tutto l’anno ed è un luogo unico al mondo in cui storia, cibo, mare, sole e cultura rapiscono chiunque sia un “intenditore” di turismo dal palato fine e con una discreta base culturale.

Esiste, però, come accade in ogni ambito, rovescio della medaglia, ovvero che di questi turisti “intenditori”, nonostante la bellezza e le caratteristiche uniche della città senz’ombra (dal greco α-σκιά), non v’è traccia o sono presenti in numero esiguo da non rientrare neanche nelle statistiche.

Questo genere di turismo è il tassello che manca per completare una nuova meraviglia del mondo, creata da Dio, scelta dai Greci che ne hanno elevato il livello culturale ed abbandonata dagli umani dell’era moderna per assenza di lungimiranza, di una visione e di reale cultura turistica, come del resto accade in molti comuni dell’Italia meridionale.

Ma ciò ad Ascea è molto più grave considerando che è una miniera d’oro a cielo aperto e che ha caratteristiche uniche contemporaneamente che altri possono soltanto sognare; è da molto tempo una Ferrari senza un pilota all’altezza né uno staff di designers, ingegneri e meccanici in grado di metterla a punto per sfruttarne tutte le potenzialità.

Il turismo è la prima risorsa ed è la più importante “industria” per questo luogo e sappiamo tutti che per fare business (come dicono gli americani) in modo profittevole, elevando la qualità della vita (e le tasche) di tutti i residenti, è necessario un concetto di ampio respiro che non si fermi al semplice domani, al “poi si vedrà”.

Serve una visione globale, proiettarsi nel futuro sapendo cosa si vuole, analizzare anche i minimi dettagli e qualsiasi elemento che possa attrarre, appunto, quei turisti intenditori i cui capitali renderebbero Ascea come Amalfi, Capri o Positano; ed asserire ciò non è affatto un’esagerazione se si pensa, ad esempio, cosa fosse la Costa Smeralda prima dell’avvento dell’Aga Khan, zero assoluto se non le bellezze naturali.

Ascea non avrebbe nulla da invidiare a Porto Cervo se avesse avuto un altro Aga Khan o qualche mente illuminata capace di realizzare una miniera d’oro a tal punto da far pagare appartamenti 5000 euro a settimana o una cena 400, una coca-cola 25 e così via; e non è una questione di finanze perché l’Europa ha messo a disposizione miliardi ma nessuno è stato in grado di ottenerli, e quei pochi agguantati sono stati spesi male, senza contare i contributi regionali e nazionali destinati al Meridione.

Per realizzare un capolavoro del genere è in primo luogo necessario diffondere la cultura del turismo di qualità come industria, il rispetto per il proprio territorio facendo adeguata selezione, il concetto di charme e design nel rifinire gli immobili destinati al turismo, i servizi accessori mirati ad agevolare il turista, una viabilità decente, arredo urbano uniforme ed ispirato all’identità del luogo e, soprattutto, la vigilanza sul rispetto delle regole di base del vivere civile.

Soprattutto è necessario supporto reale a tutti gli imprenditori che rischiano i propri capitali per offrire servizi di qualità, e ad Ascea ve ne sono ma sono in pochi e lasciati a loro stessi, anzi, spesso ostacolati per ragioni “elettorali”.

Stesso discorso per la meravigliosa spiaggia che è stata semplicemente divisa in “spiaggia a pagamento e spiaggia abbandonata” come un imprenditore ha definito le politiche del mare a tal riguardo.

La domanda che molti cittadini, giustamente, si pongono è: “è troppo tardi per invertire la rotta e far diventare Ascea come Porto Cervo, Capri o Positano?”.

Fortunatamente a questo mondo tutto è possibile e soltanto alla morte non v’è rimedio, la risposta a questo interrogativo è Sì, a patto che ognuno faccia la propria parte, cittadini inclusi il cui compito è quello di traghettare il Paese facendo loro i concetti di cultura turistica innanzi esposti ed affidare il loro futuro in mani sicure e menti eccellenti che non mancano.

Il Cilento è un’area nata con la camicia, non solo per la nota Dieta Mediterranea e per i siti archeologici di quella che fu la Magna Grecia bensì per la biodiversità e le differenti eccellenze che ogni comune è in grado di offrire e sprecarle al vento è un peccato mortale perché da ciò dipende la vita o la morte economica di intere comunità, di imprenditori e di centinaia di residenti costretti ad andar via per mancanza di opportunità.

Ascea è la perla indiscussa del Cilento ma … per rendere un luogo unico e perfetto non sono sufficienti soltanto il mare ed il sole, questi elementi che la natura ha donato sono soltanto le fondamenta sulle quali edificare benessere per tutti restituendo a questo incantevole luogo lo splendore e l’autorevolezza che Parmenide ed i suoi adepti le avevano conferito.

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